Favorisca il patentino d'immunità
La Grande Differenza dei prossimi mesi (prossimi anni?) sarà tra i vaccinati e i non vaccinati contro il Sars-Cov-2. Un costituzionalista ci spiega che la “discriminazione” sarebbe lecita. Ma ancora più forte sarà la vita reale
di
10 DEC 20
Ultimo aggiornamento: 05:13 AM

A questo punto, quando ormai mancano soltanto alcune settimane all’inizio della vaccinazione di massa in Italia, è inevitabile chiedersi se arriverà un patentino d’immunità per dividere la popolazione in due grandi insiemi: chi ha fatto il vaccino (è un insieme che nel corso dei mesi dovrebbe tendere a crescere) e chi non lo ha ancora fatto oppure non lo vuole fare (e questo dovrebbe essere un insieme che tende verso lo zero anche se sappiamo che non lo farà). Non è un’idea bizzarra. Il capo della compagnia aerea australiana Qantas, Alan Joyce, ha detto che ai passeggeri dei voli internazionali sarà richiesta la prova di essere vaccinati contro il Sars-Cov-2. Il governo australiano ha annunciato che la prova del vaccino potrebbe diventare un requisito per ottenere un visto d’ingresso. Ieri a Fiumicino è atterrato il primo volo cosiddetto “Covid free” da New York con circa cento passeggeri a bordo e tutti come condizione avevano accettato di sottoporsi a un tampone prima di imbarcarsi. Se fossero risultati positivi avrebbero dovuto rinunciare al volo. Dal tampone obbligatorio prima del volo a un (per ora ipotetico) patentino d’immunità acquisito grazie al vaccino il passo in effetti potrebbe essere breve. E perché una persona vaccinata nei prossimi mesi non dovrebbe essere libera di muoversi da una regione all’altra – se si può muovere da New York a Roma?
Non è nemmeno un concetto nuovo. Da anni non si ottiene il visto per la Nigeria senza il vaccino contro la febbre gialla e per fare un altro esempio di requisito sanitario non si ottiene il visto per l’Iraq senza prima fare un test per l’Hiv. Nadhim Zahawi, il sottosegretario che si occupa delle operazioni per la vaccinazione in Gran Bretagna, pensa che sia inevitabile che prima o poi bar, ristoranti e altri luoghi pensati per accogliere tante persone cominceranno a chiedere una prova dell’avvenuta vaccinazione ma aggiunge che il governo non pensa di creare un patentino d’immunità per i già vaccinati e non renderà obbligatoria la vaccinazione. Sabato sul Wall Street Journal in un piccolo saggio di Tom Frieden, ex direttore del Center for Disease Control and Prevention (che segue le epidemie negli Stati Uniti), si notava che le dosi di vaccino nei prossimi anni non saranno sufficienti per tutti e quindi inevitabilmente ci sarà una qualche forma di certificazione che separerà i vaccinati dai non vaccinati, pur con tutti i problemi connessi. Il primo problema è che non sappiamo quanto dura l’immunità. Un altro problema, scrive Frieden, è che la parte più attiva della popolazione sarà anche l’ultima a entrare nella categoria dei vaccinati.
C’è da considerare che non passerà molto tempo prima che alcuni settori privati, come le già menzionate compagnie aeree, scoprano che accettare soltanto clienti vaccinati riporta gli affari ai livelli di prima della pandemia. Un ristorante potrebbe tornare a riempire il cento per cento dei coperti e ridurrebbe a zero il rischio di chiusura oppure di contagi nel personale, camerieri e cuochi, e quindi c’è l’incentivo economico. La stessa cosa vale per altri tipi di imprese colpiti dalla pandemia, dagli alberghi alle palestre.
C’è però il rischio di una discriminazione e gli antivaccinisti solleverebbero senza dubbio la questione: perché lui può entrare in quel luogo e io invece no? Il professore di Diritto costituzionale Gaetano Azzariti spiega al Foglio che il diritto alla salute è importante quanto il principio dell’uguaglianza e quindi la “discriminazione” tra vaccinati e non vaccinati sarebbe possibile dal punto di vista costituzionale, soltanto però se non fosse affidata all’iniziativa dei privati ma regolata da una legge statale. I privati infatti agiscono in base a un motivo che non è abbastanza forte da opporsi al diritto costituzionale a essere trattati in modo uguale – che è la ricerca del profitto – mentre invece lo stato può scrivere leggi per la protezione della salute pubblica che hanno la forza sufficiente (esiste una disuguaglianza tra i cittadini di una regione rossa e i cittadini di una regione gialla, ma è motivata).
Non sappiamo se il governo adotterà qualche tipo di certificazione formale per distinguere tra vaccinati e non e se ci sarà una legge, ma è probabile che nel settore privato e nelle relazioni di tutti i giorni questa distinzione conterà moltissimo e come spesso accade la realtà andrà avanti con molto anticipo sulle norme. La questione spunterà dappertutto. Assunzioni stagionali. Iscrizioni a corsi di lingua serali. App per gli appuntamenti. La pressione che si verrà a creare su chi non è stato ancora vaccinato in teoria potrebbe essere la più efficace delle campagne a favore della vaccinazione.
Non sappiamo se il governo adotterà qualche tipo di certificazione formale per distinguere tra vaccinati e non e se ci sarà una legge, ma è probabile che nel settore privato e nelle relazioni di tutti i giorni questa distinzione conterà moltissimo e come spesso accade la realtà andrà avanti con molto anticipo sulle norme. La questione spunterà dappertutto. Assunzioni stagionali. Iscrizioni a corsi di lingua serali. App per gli appuntamenti. La pressione che si verrà a creare su chi non è stato ancora vaccinato in teoria potrebbe essere la più efficace delle campagne a favore della vaccinazione.