Per omaggiare Black Lives Matter, il British Museum rimuove il busto del fondatore
Sir Hans Sloane fu il maggiore collezionista di tutti i tempi. Oggi imbarazza il museo di Londra perché avrebbe tratto profitto dalla schiavitù. Rimuoveranno anche il nome dalle strade?
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27 AUG 20

Foto di Paul Hudson via Flickr
Il British Museum è unico al mondo e custodisce grandi raccolte di tesori, ritenute le maggiori mai riunite in un solo museo per documentare la civiltà dell'uomo. Il fondatore, Sir Hans Sloane, fu il maggiore collezionista di tutti i tempi. Quando Sloane morì, nel 1753 a più di 90 anni, la sua raccolta di 80 mila oggetti fu donata al paese, a patto che la si custodisse in un edificio adeguato e che fosse resa accessibile a tutti. Fra i tesori del British Museum spiccano la “Stele di Rosetta” e i “Marmi di Elgin”, le sculture dei Fregi del Partenone. Adesso il British Museum elimina il busto di Sir Sloane. La decisione è stata presa in seguito alle proteste di Black Lives Matter, hanno detto i curatori del museo, perché Sloane avrebbe tratto profitto dalla schiavitù. A giugno, i manifestanti a Bristol avevano abbattuto la statua del mercante di schiavi del XVII secolo Edward Colston, dando il via a un movimento iconoclastico sul passato coloniale inglese. Sir Sloane, che aveva sposato una ricca ereditiera di piantagioni di zucchero, è onorato in numerosi punti di Londra, tra cui Sloane Square. Si procederà a cancellarne anche il nome?
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Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.