Les melons de la République

Un ministro francese difende il diritto “prezioso” a prendere il sole in topless
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27 AUG 20
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Foto LaPresse

Il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, difende il diritto di prendere il sole in topless – “diritto “prezioso”, dice lui. Lo fa per rimproverare un paio di agenti della polizia francese che il 20 agosto avevano chiesto a due bagnanti in spiaggia di coprirsi, dopo che una famiglia nelle vicinanze si era lamentata. Bene, Darmanin ha perfettamente ragione. Ora e nei prossimi anni la libertà dei francesi passa anche per un’opera di capillare, paziente, preziosa e cocciuta opposizione a chi vuole restringere diritti acquisiti. E le bagnanti in topless fanno parte del panorama francese: chiamare la polizia per rivestirle è un atto che nega un pezzo di paese, è un gesto che vuole portare la nazione altrove, un altrove che ancora non conosciamo ma non dev’essere granché rispetto alla Francia dei diritti e delle tintarelle di oggi. E pazienza per la famiglia che ha chiamato i poliziotti, siamo sicuri che non sarà quest’incontro in spiaggia a sfasciarla.
L’episodio potrà sembrare una scemenza da liquidare in due minuti, ma è quel genere di scemenza che poi diventa simbolo. Perché i governi, per quanto esistano migliaia di sfumature, in fondo appartengono a due grandi categorie: quelli che mandano la polizia a dire alle donne come si devono vestire e quelli che non lo fanno. E se per qualche ragione si è così fortunati da vivere sotto un governo della seconda categoria, allora come minimo è meglio lasciare le cose così come stanno. E la polizia si occupi di altro. E nel frattempo occorre sperare che tutti gli altri cittadini del mondo, quelli che sono finiti sotto un governo della prima categoria, prima o poi godano di una ritrovata libertà, che include anche il sacrosanto diritto a vestirsi come si vuole. E anche, se così si vuole, a togliersi un pezzo di bikini in spiaggia.