Trump vince a mani basse anche in Nevada. Rubio e Cruz staccati di venti punti

"The Donald" conquista anche il 45 per cento dei latinos. Occhi puntati sul Super Tuesday della prossima settimana
di
12 AUG 20
Immagine di Trump vince a mani basse anche in Nevada. Rubio e Cruz staccati di venti punti
New York. “Unstoppable” è la parola più ripetuta dai commentatori politici, perché a questo punto la notizia non è se Donald Trump possa davvero vincere la nomination repubblicana, ma se esista non si dica un candidato, ma una falange repubblicana disposta a testuggine che sia in grado di fermarlo. Il caucus del Nevada suggerisce una risposta decisamente negativa: ieri notte Trump ha vinto a mani basse, senza sforzo. I sondaggi lo prevedevano, ma i critici di Trump cercavano nelle percentuali i segni di un “ceiling”, un soffitto, cioè un limite elettorale che il candidato non riesce strutturalmente a varcare.
Se il “ceiling” c’è, in Nevada non si è visto. Trump ha sfondato facilmente la quota del quaranta per cento, staccando di quasi venti punti Marco Rubio, che ormai corre per conquistare ottimi secondi posti e non ha vinto ancora un solo stato. Non è servito a nulla fare leva sulla sua parte di giovinezza passata a Las Vegas, né sulla breve incursione nel mormonismo, né tantomeno sul voto ispanico. Oggi si stenta a crederlo, ma c’è stato un momento, nemmeno troppi mesi fa, che i sondaggi davano il Nevada come una roccaforte rubiana. Trump ha fatto incetta di voti evangelici e ha conquistato più del 45 per cento dei latinos, la categoria che fra muri e respingimenti il frontrunner ha più bistrattato. La teoria è che i cittadini americani di origine ispanica sono in prima linea sulla lotta all’immigrazione clandestina, che danneggia causa e reputazione di quelli che Trump chiama “i messicani buoni”. E’ un argomento che il candidato cavalcherà a lungo.
[**Video_box_2**]Ted Cruz puntava al terzo posto, e l’ha ottenuto, ma l’andamento di queste primarie mostra che la strategia del contenimento e della pianificazione non paga nemmeno un po’. Il Super Tuesday della settimana prossima emetterà un verdetto più complesso, un dato di respiro nazionale dopo una serie di confronti locali, e ieri Trump, che si è presentato sul palco della vittoria come il magnate di Las Vegas che è, ha promesso grandi risultati perfino nel Texas di Cruz. Il fatto è che potrà tranquillamente permettersi di perderlo.