In Francia nasce un think tank di giovani di destra che non vogliono lasciare l’innovazione solo a Macron
"Innovons!" è vicino al partito di Sarkozy, e si dice “di destra, Macron-compatibile e pronto a uberizzare la politica”. Perché la battaglia di idee si fa interessante a Parigi. Intervista alla fondatrice
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13 AUG 20

Il ministro dell'Economia francese Emmanuel Macron (foto LaPresse)
“Noi di Innovons! riteniamo che Macron risponda a una richiesta di rinnovamento da parte degli elettori e che esprima una posizione liberale e ottimista sul futuro. E’ questa posizione, che troviamo tradizionalmente a destra, che vogliamo portare nei Républicains”, dice al Foglio Cécilia Durieu, giovane imprenditrice e fondatrice del nuovo pensatoio dei giovani attivi. “Macron piace ai francesi perché non parla come gli altri esponenti politici. Questa nuova forma di espressione non può essere monopolio della sinistra”. La neonata struttura che vuole pesare sul dibattito politico portando avanti un discorso liberale è patrocinata da Hervé Novelli, ex segretario di stato al Commercio, all’Artigianato e alle Pmi del governo Fillon, è allo stesso tempo vicina e indipendente dal partito di Nicolas Sarkozy e ha come principale aspirazione quella di sedurre membri provenienti da ogni partito politico francese. Anche dalla gauche. “Macron può aderire se vuole, ma solo se si dimette”, dice Cécilia Durieu con un pizzico di ironia.
Sul sito si descrivono così i giovani innovatori vicini ai Républicains: “Poiché le vecchie soluzioni e i vecchi riflessi non ci aiuteranno a superare le nuove sfide che i francesi hanno davanti, poiché la classe politica francese si ripiega su sé stessa e si allontana sempre di più dalla società civile e dall’economia reale, noi, giovani attivi, abbiamo deciso di hackerare la politica alimentando il dibattito pubblico con proposte di rottura a partire dai successi riscontrati nel mondo intero. La politica francese è diventata incapace di seguire il ritmo dei cambiamenti sociali ed economici, che si tratti delle sfide della globalizzazione, della digitalizzazione dell’economia, delle migrazioni, dei conflitti interreligiosi latenti o della preservazione del nostro ambiente. Aiutamoli facendo luce sui nuovi conflitti e i nuovi dibattiti”. A giugno, Innovons! pubblicherà una lista di proposte che saranno sottoposte all’insieme dei candidati alle primarie dei Républicains durante un seminario estivo al quale anche l’inquilino di Bercy è invitato: “Abbiamo in programma di invitare il ministro al nostro seminario estivo. A meno che non sia teleguidato dall’Eliseo per riunire l’ala destra di François Hollande”, commenta la fondatrice di Innovons!, che come En Marche! rivendica la sua logica transpartitica e il suo desiderio di andare oltre il clivage sinistra-destra.
E cosa ne pensano, invece, i responsabili del movimento macronista, della nascita improvvisa, a destra, di un pensatoio macron-compatibile? Raggiunta al telefono dal Foglio, Julie de la Sablière, responsabile della comunicazione di En Marche!, guarda con favore la nascita di Innovons!: ciò che conta sono le idee, indipendentemente dalla vicinanza a un partito rispetto a un altro. “I princìpi cardine e la filosofia del movimento restano immutati: tutti coloro i quali si riconoscono nei valori enunciati nel nostro manifesto possono aderire a En Marche!, indipendentemente dalla loro appartenenza”.