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Nel rifugio dei cancellati

Si chiama Substack ed è una piattaforma di newsletter dove si stanno rifugiando le firme sfollate della cancel culture

25 Luglio 2020 alle 06:00

Evoluzione della cancel culture. Per paura di offendere, ora gli scrittori ritirano i propri libri

Una scena di "Misery non deve morire" (Misery), film del 1990 diretto da Rob Reiner, tratto dal romanzo Misery di Stephen King (1987)

Quando Substack è stato fondato, era il 2017 e i fondatori si trovavano tutti a San Francisco, in pochi avevano colto quale fosse la missione di questa nuova piattaforma di newsletter.   L’intenzione degli ideatori era quella di creare un altro modello per l’editoria, una comunità alternativa diretta a una cerchia di utenti, magari ristretta ma preziosissima, e basata su due princìpi: l’assenza di pubblicità e il valore aggiunto della scelta. Chi approda su Substack, secondo il ceo Chris Best,...

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Micol Flammini

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