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La Cina è Frankenstein dice Pompeo, che insiste sul regime change

Il segretario di stato americano denuncia Pechino e distingue tra popolo e Partito cinese. Le reazioni proporzionate di Xi, la guerra dei consolati e il crollo delle Borse mondiali

Giulia Pompili

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pompili@ilfoglio.it

25 Luglio 2020 alle 06:00

La Cina è Frankenstein dice Pompeo, che insiste sul regime change

La chiusura del consolato cinese a Houston (LaPresse)

Roma. Il discorso del segretario di stato Mike Pompeo alla Nixon Library era uno dei più attesi delle ultime settimane. Dopo la chiusura del consolato cinese a Houston, la ritorsione cinese con la chiusura del consolato americano a Chengdu, e poi il caso di quattro cittadine cinesi che in America sono state accusate di aver nascosto di proposito i loro legami con l’Esercito cinese, la situazione tra Washington e Pechino è sempre più tesa.     È in questo contesto...

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Giulia Pompili

Giulia Pompili

Giulia Pompili è nata il 4 luglio. E' giornalista del Foglio dove scrive soprattutto di Asia – nel 2012 ha vinto il premio giornalistico "Umberto Agnelli" della Fondazione Italia Giappone. Recita a memoria i test missilistici di Kim Jong-un, ma pure le canzoni degli Afterhours. E' terzo dan di kendo.

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