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Dopo la Terza via, le sinistre europee sono ancora alla ricerca di una visione comune

È dai tempi di Blair che il socialismo nell’Ue non trova la sua anima. Lo scontro sul Recovery fund, e tutti gli altri

24 Luglio 2020 alle 06:00

Dopo la Terza via, le sinistre europee sono ancora alla ricerca di una visione comune

Nicola Zingaretti, a Bruxelles con i leader e i rappresentanti del Pse nel marzo 2019

Bruxelles. Il negoziato sul Recovery fund, oltre a mostrare le divisioni tra i 27 stati membri dell’Ue, ha messo nuovamente in luce la frattura interna alla famiglia del socialismo europeo, con due anime che vanno in direzioni opposte su solidarietà finanziaria, politiche redistributive e riforme macroeconomiche. Sui quattro paesi “frugali” che hanno frenato il negoziato sul Recovery fund, due sono guidati da primi ministri socialisti (Danimarca e Svezia), mentre gli altri due hanno nella maggioranza di governo componenti che appartengono...

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David Carretta

Corrispondente a Bruxelles per Radio Radicale. Da nove anni copre le istituzioni europee e altri eventi internazionali e cura una rassegna della stampa internazionale. Dal 2004 collabora regolarmente con il Foglio, scrivendo di Europa, Nato, relazioni transatlantiche, politica francese e Belgio. E' stato militante radicale, assistente al Parlamento europeo e tesoriere di Non c'è Pace senza Giustizia. Dopo un decennio a contatto con le istituzioni europee, il suo euro-entusiasmo si è trasformato in euro-realismo: l'Europa è quello che è, ma se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Così anche per i radicali.

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