Il “surge” di Trump

Più “feds” nelle città che sono “come l’Afghanistan”. Da cui l’America si ritira
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23 JUL 20
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Foto LaPresse

Donald Trump ha annunciato un “surge” delle forze federali nelle città americane che non riescono a domare le proteste. Ha detto proprio così, Trump: “surge”, un termine che abbiamo imparato a utilizzare quando si tratta di aumentare il contingente di truppe all’estero, il surge in Iraq, quello in Afghanistan – decisioni tormentate che hanno scandito gli anni Duemila. Trump lo ha usato ora per mandare forze dell’ordine che dipendono direttamente dal dipartimento per la Sicurezza nazionale, quindi da lui, e che sono l’ultima prova di forza del presidente contro le amministrazioni locali, quelle democratiche in particolare.
I “feds” sono già arrivati a Portland, in Oregon, dove ci sono proteste continue da più di 50 giorni e dove questi agenti – spesso non riconoscibili, sono già soprannominati “la milizia” di Trump – vengono considerati non soltanto un’offesa esplicita, ma anche dei provocatori invece che dei garanti della sicurezza e pure i più violenti – hanno lanciato lacrimogeni anche contro il sindaco di Portland.
Il presidente vuole mandare i “feds” anche a Chicago e in altre città, è questo il “surge” annunciato, necessario perché, come ha detto lui stesso, “queste città sono come l’Afghanistan”. Ovviamente in Afghanistan Trump sta ritirando le truppe, altro che “surge”, perché le guerre sono impopolari e l’America viene prima e pazienza se così si vanifica uno sforzo nazionale (e internazionale) di molti anni: i talebani girassero pure indisturbati, sono i manifestanti americani che vanno fermati.
Il parallelismo di Trump è ancora più profondo: dice che i sindaci (democratici) hanno paura dei manifestanti infiltrati da anarchici e antifa, li temono e quindi non li sanno combattere. Per questo ci vogliono i “feds”, i suoi “patrioti”. La missione ha anche un nome: Operation LeGend – LeGend era un bambino di quattro anni che è stato ucciso mentre dormiva nel suo letto a Kansas City. Poi ovviamente si legge anche “legend”.