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Merkel presenta il semestre di presidenza tedesco dell'Ue

La cancelliera parla al Parlamento europeo. Dopo oltre 13 anni, è ancora lei la leader indiscussa dell'Europa che tenta di riprendersi dalle conseguenza drammatiche della pandemia

8 Luglio 2020 alle 14:00

Bruxelles. Sono passati tredici anni e mezzo, tre presidenti della Commissione, tre presidenti del Consiglio europeo, cinque presidenti del Parlamento europeo e una lista infinita di primi ministri e presidenti negli stati membri, dall'ultima volta in cui Angela Merkel aveva guidato la presidenza di turno dell'Unione europea.

 

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Oggi la cancelliera tedesca presenta al Parlamento europeo il programma per il semestre della Germania alla testa del Consiglio dell'Ue. Ed è la sua consacrazione a regina d'Europa. Dopo avere subito nel corso degli anni una miriade di sospetti e critiche per la sua prudenza, il suo rigore, le sue rigidità, le sue intransigenze e la sua difesa degli interessi tedeschi di fronte a quelli europei, tutte le forze europeiste – popolari, socialisti, liberali e verdi – guardano a Merkel come l'unica leader in grado di smuovere le cose e di salvare l'Ue dalle sue perenni divisioni.

  

  

Di fronte alla peggiore recessione dal Dopoguerra, Merkel ha fatto del Recovery fund la sua priorità. L'obiettivo è un accordo prima dell'estate. Dimenticate Ursula von der Leyen o Charles Michel: chi condurrà davvero i negoziati sarà la cancelliera tedesca. Lei che nel 2012 aveva escluso l'emissione di Eurobond “finché sarò in vita”, oggi difende il primo debito Ue per effettuare trasferimenti verso i paesi in difficoltà.

 

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Non è la prima volta che la cancelliera salva l'Europa: lo ha fatto nel 2010-12 accettando di creare un fondo salva-stati; lo ha fatto nel 2015 rifiutando le pressioni tedesche per cacciare la Grecia dall'euro; lo ha fatto di nuovo nel 2015 aprendo le porte ai rifugiati siriani. Al Parlamento europeo probabilmente non ci saranno grandi annunci, né promesse retoriche sulla sua eredità europea. C'è sempre del pragmatismo nelle decisioni di Merkel. Per la cancelliera il futuro della Germania dipende da quello dell'Ue. Popolari, socialisti, liberali e verdi sono in ginocchio dalla cancelliera perché il futuro dell'Ue dipende anche e soprattutto da lei.

David Carretta

Corrispondente a Bruxelles per Radio Radicale. Da nove anni copre le istituzioni europee e altri eventi internazionali e cura una rassegna della stampa internazionale. Dal 2004 collabora regolarmente con il Foglio, scrivendo di Europa, Nato, relazioni transatlantiche, politica francese e Belgio. E' stato militante radicale, assistente al Parlamento europeo e tesoriere di Non c'è Pace senza Giustizia. Dopo un decennio a contatto con le istituzioni europee, il suo euro-entusiasmo si è trasformato in euro-realismo: l'Europa è quello che è, ma se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Così anche per i radicali.

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