Senza americani in vacanza

Redazione

L’Ue riapre le frontiere, non a tutti. Gli esclusi e il rischio di non rispettare le regole

Ci sono volute quasi tre settimane ai governi dell’Unione europea per approvare la riapertura delle frontiere a 15 paesi extra Schengen. I turisti americani, brasiliani e israeliani dovranno attendere: i 27 hanno deciso di togliere le restrizioni di viaggio dovute al Covid-19 per Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Anche gli ingressi dalla Cina saranno autorizzati, a condizione che Pechino faccia altrettanto con l’Ue.

 

La lista, che sarà rivista ogni due settimane, si basa su una serie di criteri epidemiologici: numero di nuovi casi ogni 100 mila abitanti; trend stabile negli ultimi 14 giorni, capacità di risposta sanitaria e preventiva al Covid-19. Eppure la lista ha dato luogo a lunghe e complicate trattative. I paesi del sud bisognosi di turismo volevano aprire il più possibile, senza guardare troppo ai dettagli della pandemia. Alcuni stati membri temevano di scatenare le ire di Donald Trump o di Xi Jinping in caso di esclusione. I paesi del nord chiedevano un approccio restrittivo e alla fine hanno prevalso, grazie alla minaccia di richiudere le frontiere interne di Schengen. E qui sta il problema.

 

La lista adottata martedì 30 giugno è solo una raccomandazione non vincolante. Gli stati membri possono riaprire a un numero più ristretto di paesi extra Ue. Ma altri potrebbero essere tentati dal “free riding”, lasciando entrare chiunque porti un po’ di soldi ad alberghi e spiagge. Inoltre ci sono falle, come la possibilità di transitare dal Regno Unito per accedere a Schengen. L’Ue è uno spazio senza frontiere interne, ma la competenza sulle frontiere esterne rimane nazionale. E, in caso di crisi sanitaria o migratoria, ormai gli stati membri non esitano più a rialzare barriere fisiche tra loro. Che sia sui rifugiati siriani o sui turisti americani, chi gioca con le frontiere esterne mette in pericolo la libertà di circolazione di tutti i cittadini europei.

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