editoriali

Una legge un po' spiona

Redazione

In America l’Fbi può guardare nella navigazione web dei cittadini. La lotta al Senato

Il Senato americano ha respinto mercoledì, per un voto soltanto, un emendamento che imponeva alle forze dell’ordine, Fbi e Cia, di ottenere un mandato prima di accedere alla cronologia di navigazione e alla cronologia di ricerca su internet dei cittadini americani. Il voto riguardava la riconferma dell’USA Freedom Act, la legge che nel 2015 ha sostituito il Patriot Act. L’emendamento era interessante perché è stato proposto in maniera bipartisan dal senatore democratico Ron Wyden dell’Oregon e dal repubblicano Steve Daines del Montana, e ugualmente è stato rifiutato da una maggioranza bipartisan, che ha visto democratici e repubblicani votare assieme. L’interesse ad aumentare le garanzie per i cittadini e a ridurre la portata dell’USA Freedom Act si era rinnovato negli ultimi mesi perché alcune delle inchieste sulla campagna elettorale del presidente Donald Trump erano state fatte utilizzando i poteri enormi concessi agli apparati investigativi proprio dal vecchio Patriot Act. Per la prima volta, dunque, non erano soltanto i democratici attenti ai diritti dei loro cittadini ma anche i repubblicani attenti a preservare il loro presidente a voler cambiare la legge. Rendere obbligatorio un mandato per spiare nella navigazione internet dei cittadini, inoltre, è una norma di buonsenso garantista: spesso la cronologia di un browser può fornire molte più informazioni di un’intercettazione telefonica, ed esattamente come l’USA Freedom Act era stato modificato nel 2015 per limitare le intercettazioni era giusto aggiornarlo all’utilizzo di internet. Ma la legge è stata affossata soprattutto grazie all’attivismo del capogruppo repubblicano Mitch McConnell, oltre che da alcune assenze eccellenti, tra cui quella di Bernie Sanders. Una delle ragioni del rifiuto a garantire gli americani è stata la crisi da coronavirus: abbiamo bisogno di poteri speciali per combattere l’epidemia. Esattamente l’approccio sbagliato.