La rivoluzione verde si è fermata in tutta l’Ue. E c’entra il coronavirus

Greta ha lasciato Bruxelles insoddisfatta, ha visto che per l’emergenza sanitaria gli europei sono disposti a tutti e il green deal può aspettare
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7 MAR 20
Ultimo aggiornamento: 04:22 PM | 19 AUG 20
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Foto LaPresse

Roma. Quando Greta Thunberg mercoledì è arrivata a Bruxelles, l’attenzione europea era rivolta altrove: un po’ al confine tra Grecia e Turchia e molto verso l’emergenza sanitaria. L’accoglienza è stata calorosa, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha trascorso tutta la mattinata con Greta per parlare di clima e del piano che l’Ue ha presentato per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. I palazzi delle istituzioni, nonostante il divieto di ingresso per ospiti e giornalisti, per l’attivista svedese sono rimasti aperti. Greta ha accolto i festeggiamenti con freddezza e ha riservato agli europei uno dei suoi discorsi appassionati sulla necessità di agire immediatamente, altrimenti nel 2050 non ci arriverà nessuno. Ma tutti pensavano ad altro e la paura degli europei era tutta concentrata sull’altra emergenza: quella sanitaria. Gli effetti del coronavirus sul mondo di Greta possono essere molti, ma per il momento sembra che l’epidemia stia offuscando l’occasione del mondo verde. In questi giorni trascorsi ad ascoltare esperti, medici e scienziati, a fidarci di loro, nessuno ha voglia di sentir parlare di emergenza climatica. L’attivista svedese se ne è accorta e ha lasciato Bruxelles insoddisfatta, ha visto che per l’emergenza sanitaria gli europei sono disposti a tutti e il green deal può aspettare. Questa consapevolezza ha colpito i Verdi di tutta l’Unione, dove l’onda ambientalista e rivoluzionaria ha subìto un arresto. Il coronavirus in parte c’entra, ma ci sono anche problemi interni a ogni partito e ogni nazione: in Austria, dove i Grünen sono al governo con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, in Germania, dove sono il partito di opposizione più forte e in Francia, dove il risultato di Europe Écologie Les Verts (EELV) alle elezioni europee aveva risvegliato le esigenze ecologiste di tutti.
A Vienna i Verdi confidano tutto in Leonore Gewessler, il superministro dell’Ambiente, dell’Energia e dell’Innovazione. E’ lei la personalità più in vista per questa rivoluzione che, una volta arrivata al governo, ha perso un po’ di fascino. Il cancelliere conservatore Sebastian Kurz ha tenuto per i suoi ministri i portafogli a lui più cari, come l’Interno, l’Economia o l’Agricoltura. Per quanto i Verdi cerchino di farsi vedere, di spingere i loro progetti a favore dell’ambiente, in Austria è tutto un parlare di Kurz. I compagni di coalizione si vedono e si sentono poco, rilasciano interviste per dire: non saremo più i rivoluzionari di una volta, ma fidatevi, al governo possiamo fare di più che all’opposizione. Vienna parla di coronavirus, il clima, come in tutta Europa, non è in cima alle priorità ed è Kurz il politico di riferimento, nessuno dei Verdi è riuscito a prendergli un po’ di spazio. In Germania, dove la politica ambientale è affidata a una coppia di leader molto appariscente, i Verdi sembrano incastrati nel dibattito contro la Merkel. Robert Habeck, lo scrittore che guida i Grünen assieme ad Annalena Baerbock, è molto interessato alle dinamiche dentro alla Cdu. In un’intervista dopo l’altra ha detto che tutto quello che succede in Germania è colpa di Angela Merkel, anche la crescita dell’odio e la mancanza di accoglienza. Un rimprovero che poco ci si sarebbe aspettati da un verde. Ora che anche a Berlino i casi di coronavirus aumentano e la nazione pensa più all’emergenza sanitaria che ai litigi della politica, da parte dei Verdi non arrivano molte soluzioni e anzi gli attacchi al maggior partito di governo sembrano anche un po’ fuori luogo. A soffrire sono anche i Verdi francesi. In vista delle elezioni municipali di metà marzo, tutti i candidati di tutti i partiti si sfidavano nel ricercare soluzioni per l’ambiente, rincorrevano Europe Écologie Les Verts. Ora che anche nei dibattiti tra i candidati sindaco di Parigi l’argomento principale è il coronavirus, i Verdi fanno fatica a emergere. L’occasione green europea per il momento sembra un po’ sbiadita.