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Manifesto della disperazione

È soffocata nella sua culla moderna la democrazia liberale, nei suoi presupposti decisivi, e il ghigno orrendo della dittatura della propaganda trionfa. Da Washington un’ombra lunga si dispiega su tutti noi. Trump e il Grande fratello al potere

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

7 Febbraio 2020 alle 06:00

Manifesto della disperazione

Il presidente americano Donald Trump parla nella East Room della Casa Bianca (LaPresse)

“Rosicare” è parola debole, eufemistica, ridicola se usata a connotare lo stato d’animo con cui una persona normalmente ragionevole accoglie l’assoluzione di Trump da parte del Senato americano. La parola giusta è: “Disperare”. Per la generazione che ha vissuto il Watergate, dalla parte giusta anche senza coltivare le illusioni del moralismo imbizzarrito, non c’è altra scelta che disperare. Nixon fu obbligato a dimettersi per una incursione notturna, ovviamente illegale, dei suoi boy negli uffici del Partito democratico, allo scopo di...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    07 Febbraio 2020 - 20:35

    Scusate, forse erro, ma quella di Ferrara mi sembra una fissa "estetica". Aggiungete la sua grande, attraente abilità di scrivere e, il gioco è fatto. Oddio, un rimedio, un po' "radicale", ci potrebbe anche essere: stracciare la Costituzione americana e sostituirla con la più bella del mondo, la nostra. Sul nostro palco c'è posto per tutti: per Twitter, Facebook, intellò e politici frustrati, maitre à penser estemporanei, tuttologhi ignoranti, social, movimenti, anche ittici, trasformismo parlamentare, interessi di bottega e personali, ecc. Però siamo ganzi: abbiamo trasformato l'ingovernabilità in metodo di governo. Unicum mondiale.

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  • albertoxmura

    07 Febbraio 2020 - 14:26

    Questo impeachment era pretestuoso e sostanzialmente deciso prima ancora che Trump giurasse. Cercato con il lumicino, alla fine si sono attaccati a una innocente telefonata, nella quale Trump chiedeva null'altro che d'indagare (non incriminare) una società già inquisita per corruzione, nella quale "lavorava", con uno stipendio ingiustificatamente stratosferico, il figlio dell'ex vicepresidente degli USA. Una pura coincidenza? Io penso che sia il caso di fare chiarezza, perché sento odore di un "favore" fatto dall'Ucraina a Biden in quanto vicepresidente. La richiesta di Trump, lungi dall'essere uno scandalo era persino doverosa. E Biden non è un suo avversario, non essendosi ancora concluse le primarie, dalle quali assai difficilmente Biden uscirà vincitore (come si è visto nello Iowa).

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    07 Febbraio 2020 - 12:57

    Mi limito alla frase di Ferrara che più mi avvilisce e lascia basita: "Lo sa anche chi si avantaggia da questa mostruosità". Si commenta da solo. E mi fa ripensare a una delle più importanti lezioni, quando in aula il prof e diplomatico statunitense, ci mostrò una foto. La piazza rossa di Mosca, il palco alla parata militare sovietica, in fila tutti i personaggi attorno al Leader supremo, e ci pose la domanda "Cosa vedete nella foto? chi c'è?" Ognuno di noi rispose riconoscendo alla fine tutti i presenti. E il prof ci disse "Nessuno di voi ha visto nella foto la cosa più importante: chi manca." Ecco, nel suo manifesto Ferrara fotografa meticoloso tutto, ed evita accuratamente di inquadrare the Elephant in the room, al quale dedica invece un'allusione triste e vecchia di centinaia di anni.

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  • Cacciapuoti

    07 Febbraio 2020 - 11:38

    "un'onda lunga si dispiega su di noi": ma che sciocchezza! e chi ci salverà? tranne Ferrara, neppure le pietre lo sanno, semplicemente perché non c'è niente da sapere.

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