I trumpiani bullizzano Romney: “Sei come Giuda”

Luciana Grosso

Il senatore repubblicano ha votato a favore dell'impeachment. Da Fox News a Breitbart elettori e fan di Trump scatenati contro di lui. Ma non è una novità, era già capitato, tra gli altri, a Bolton e alla famiglia Bush

Tieniti forte, Mitt. Sì, perché Donald Trump non è tipo da lasciar correre. E difficilmente perdona, o anche solo dimentica, quelli che considera tradimenti o sgarbi. Anzi. Appena può e come può, The Donald fa di tutto per rendere un inferno la vita di chi, secondo lui, lo ha tradito. E con il presidente, oltre alle schiere social dei suoi elettori/fan (negli Usa, patria della spettacolarizzazione della politica, la differenza è piuttosto sottile), si allea anche la  platea dei media di destra, da Fox News a Breitbart. Così per il senatore repubblicano, ed ex candidato alla presidenza, Mitt Romney, reo di aver votato per la rimozione di Trump dalla Casa Bianca, si annunciano giorni difficili.

 

Già ieri sera, subito dopo il voto, uno dei commentatori più famosi e importanti di Fox News, Lou Dobbs, ha aperto le danze dicendo che “Mitt Romney è destinato a passare alla storia insieme a Giuda, Bruto e – somma infamia per gli americani – a Benedict Arnold (un villain americano che, ai tempi della Rivoluzione, passò dalla parte degli inglesi)”. 

  

 

Non solo. Nello show di Sean Hannity, un giornalista praticamente organico alla Casa Bianca che conduce ogni sera un talk di approfondimento su Fox, l’ospite Louie Gohmert ha mostrato in bella vista una spilla con la scritta “Mitt, quit”: “Mitt, dimettiti”.

 


 

Intanto in radio, il conduttore (molto) conservatore Sebastian Gorka ha preso a definire Romney con un’espressione che potremmo tradurre con “una femminuccia piscialletto”. Un coro, quello anti-Romney, a cui non poteva che unirsi Breitbart che in un editoriale al vetriolo, accusava il senatore dissidente di (nell’ordine) essersi arricchito a spese dei suoi dipendenti, di aver speculato su aziende in fallimento i cui dipendenti sono stati poi licenziati, e di aver sostenuto segretamente Hillary Clinton

 

Una furia, quella contro Mitt Romney, non dissimile da quella che, solo poche settimane fa, ha avuto per obiettivo John Bolton, uomo di solida fede repubblicana che, in passato aveva collaborato con Ronald Reagan e con i due presidenti Bush. Non appena si è sparsa la voce che Bolton avrebbe voluto testimoniare contro Trump al Senato, per lui si sono accese le graticole della propaganda e dell’informazione filo-Trump. In particolare, un misconosciuto blog, Disobedient Media, ha pubblicato un post che ha avuto solo nella prima ora circa 5.000 condivisioni su Facebook, nel quale si accusava l’ex consigliere per la Sicurezza nazionale di essere al soldo dell’Iran e di non meglio precisate “banche”.

Dal canto suo Fox News, di cui Bolton è stato opinionista per 11 anni, prima lo ha bandito da ogni trasmissione (e pare anche bloccato sui social) e poi ha organizzato un’intera puntata del popolare talk Fox and Friends attorno all’ipotesi che tutta l'operazione non fosse altro che una macchinazione per promuovere il suo libro, altrimenti destinato a passare inosservato.

 

 

Gli attacchi a Romney e Bolton, però, non sono solo attacchi verso due avversari politici: sono attacchi verso il cuore stesso del partito Repubblicano di cui, ormai (e forse sin dall’inizio) Trump sente e sa di non avere più bisogno. Questo Trump ormai lo ha capito da anni, da quando ha disfatto il partito con la sua clamorosa vittoria alle primarie, da quando ha preso a vaneggiare che il padre di Ted Cruz, suo avversario di allora, fosse coinvolto nell’omicidio Kennedy, o che i Bush fossero dei pasticcioni (nel 2015 aveva pubblicato su Instagram una video collezione delle peggiori gaffe politiche di  George H., George W. e Jeb;  e di recente, in un comizio, ha pubblicamente deriso lo slogan di George H. Bush sui “mille punti di luce”: “What the hell did that mean?”).

Nel mondo di Trump non esistono intoccabili, si sa e neppure la famiglia più repubblicana d’America ha diritto ad alcuna forma di incolumità. Del resto, Trump stesso ha detto di averla “sconfitta”. E forse, a questo punto, ha ragione. 

 

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