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Lo Stato dell’Unione è uno spot elettorale

Il discorso diventa uno spettacolo televisivo, con tanto di scambi di scortesie con Pelosi e ospiti a sorpresa. Il presidente mette in guardia dalla "minaccia socialista" e non cita l'impeachment nemmeno una volta

5 Febbraio 2020 alle 08:38

Il terzo discorso di Donald Trump sullo stato dell’Unione sarà ricordato per lo “scambio di cortesie” avuto con la speaker Nancy Pelosi e per la chiamata alle armi rivolta agli americani contro la minaccia socialista. Nell’Aula della Camera dei rappresentati la tensione era alta prima ancora che il presidente iniziasse il suo intervento: oggi stesso il presidente sarà assolto formalmente dall’impeachment e i dem vengono dalla brutta figura rimediata alle primarie in Iowa.

 

Trump sale sul palco determinato, consegna il testo del discorso alla Pelosi che gli tende la mano, rifiutata con nonchalance dal presidente americano. Un risolino imbarazzato della speaker chiude il siparietto, che si riaprirà al termine dell’intervento del presidente, quando Pelosi straccerà platealmente il testo appena letto dal presidente. "E' la cosa più cortese che potessi fare considerando le alternative", ha spiegato poi la speaker Pelosi, indicando di avere cercato "almeno una pagina di verità ma senza trovarla".

 

Il discorso è uno spot elettorale e, nonostante i tweet continui di questi mesi, Trump è attento a non citare mai l’impeachment nemmeno una volta, nonostante i sette rappresentanti dell’accusa, membri della Camera, siedano l’uno vicino all’altro, a pochi metri dal presidente. Ma è l’intero discorso a essere presentato come fosse uno show televisivo, con tanto di ospiti d’onore. Come il sergente di prima classe Townsend Williams, che è rientrato prima dall’Afghanistan per fare una sorpresa alla moglie. O la comparsata di Juan Guaidó, il presidente del Venezuela riconosciuto dagli Stati Uniti, simbolo della lotta all’oppressione socialista. Uno dei pochi momenti che ha davvero unito l’Aula. “Signor presidente, vi prego di portare questo messaggio in patria - ha detto Trump rivolgendosi a Guaidó – il socialismo distrugge le nazioni. Ma ricordate, la libertà unifica l’anima”.

 

La presenza del leader venezuelano che si batte contro il regime di Maduro è perfetta per per legittimare ancora di più i risultati economici che Trump presenta con toni trionfali. "In soli tre anni abbiamo bloccato la mentalità del declino americano e abbiamo rigettato il ridimensionamento del destino dell'America", ha esordito il tycoon, che ha dedicato quasi venti minuti ai successi economici. "Andiamo avanti a un ritmo inimmaginabile solo fino a poco tempo fa, e non torneremo mai indietro", ha assicurato il presidente, che ha citato anche i recenti accordi sul nuovo Nafta e sui dazi con la Cina. "A differenza di molti miei predecessori io mantengo le promesse. La nostra economia non è mai stata così forte, il tasso di disoccupazione è il più basso da 50 anni". Infine, Trump ha usato toni sprezzanti contro il Medicare for All dei democratici: “A chi ci guarda da casa stasera, voglio che lo sappiate: non lasceremo mai che il socialismo distrugga il sistema sanitario americano”, ha detto il presidente.

 

Per arrivare poi alla conclusione, senza che Trump abbandoni nemmeno per un attimo i toni da divo televisivo: “Il meglio deve ancora venire”, dice, mentre Pelosi è ancora intenta a strappare il suo discorso.

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Commenti all'articolo

  • regni.gubbio

    05 Febbraio 2020 - 13:55

    E brava Pelosi ! Si diano una mossa i democratici USA, che quando vogliono sanno essere aggressivi come e più degli avversari.

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  • rosamuss

    05 Febbraio 2020 - 12:18

    Invece LUI ogni volta che ha parlato, ha sempre elogiato il lavoro dell'opposizione. In fin dei conti, a Lui dobbiamo la Libia, la Siria un farlocco accordo con l'Iran contro la proliferazione nucleare... Ma in fin dei conti Lui era Lui ed aveva anche avuto il Noble Prize...LUI!

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    05 Febbraio 2020 - 11:03

    Trovo l'articolo superficiale, pettegolo, e completamente privo di luce. Trovo il comportamento della Pelosi inaudito, profondamente indegno e palesemente (platealmente!) antidemocratico. Le sue gesta, da pelo-sí sullo stomaco, come del resto le sue azioni negli ultimi mesi, sono un lungo protratto attacco alla Costituzione Americana, senza precedenti. Pure una non velata istigazione a delinquere. Il vero suprematismo e il vero disprezzo per metà dell'America è rappresentato dalla Pelosi, leader di un Partito Democratiço in grave pericolo, come il cugino anglosassone Labour, poiché al suo timone vi è una banda di rivoluzionari ideologizzati prepotenti e illiberali. Ricordare quando Pelosi si inalberò gridando "sono Cattolica, che non mi si accusi di odio !!!" Ecco: se strappare il discorso davanti alle telecamere dallo scranno del Congresso non era odio, quale altro cattolico sentimento rappresentava? Chiedo risposta dal Foglio, please?

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    • Caronte

      05 Febbraio 2020 - 12:04

      Condivido in pieno, gesto ignobile e ingiustificabile della Pelosi, a parti invertite avremmo subito per giorni l'isteria mediatica dei "democratici" di tutto il mondo

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    • branzanti

      05 Febbraio 2020 - 11:38

      Mi perdonerà gentilissima, se mi permetto di rammentarle il Saggio sulla disobbedienza civile di Henry David Thoreau.

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      • tamaramerisi@gmail.com

        tamaramerisi

        05 Febbraio 2020 - 13:40

        Thoreau, a giustificazione della sua tesi, giustissima, sul dovere dell'individuo di tenere sveglia la coscienza e di non bersi le bugie dei Governi, sosteneva che questi dovessero occuparsi del minimo indispensabile - diametralmente opposta la tesi dei socialisti del welfare, della moltiplicazione delle Agenzie Federali e della riforma Obamiana della sanità. Similarmente, Thoreau ci ingiungerebbe oggi di smetterla di berci le bugie di tanti regimi nel mondo che impediscono, da decenni, agli schiavi palestinesi di liberarsi dal giogo delle organizzazioni di criminali che li opprimono e sfruttano ignobilmente a scopo di lucro, e antisemitico. Infine, la disobbedienza civile di Thoreau si limitava al rifiuto di pagare le tasse (e canone tv...), patendo le conseguenze personali del caso, per non finanziare la guerra del Governo che tollerava la schiavitù. Non era quello di depauperare fondi federali per lotta politica e personale in barba alla costituzione (Mueller e impeachment). No?

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        • branzanti

          05 Febbraio 2020 - 14:52

          La ringrazio gentilissima per la Sua risposta, del cui valore non avevo dubbi. In epoca diversa Thoreau si opponeva alla guerra ed alla schiavitù, attraverso atti eclatanti di disobbedienza "fiscale", che potevano avere conseguenze personali. Nancy Pelosi ha fatto la stessa cosa, il rischio personale è altissimo, Trump ha più volte incitato alla violenza verso gli avversari politici; inoltre non dimentichiamo che Trump si è adoperato per rendere spietate e disumane le forme di schiavitù (bambini incarcerati e morti sul Rio Grande, segregazione ed odio per le persone deboli, popolazione carceraria) ancora presenti negli Usa. Né può essere confuso un prelievo fiscale per finanziare la guerra con quello per migliorare le miserabili condizioni della popolazione Usa. Lei non sarà mai d'accordo, ma il gesto della Pelosi è una straordinaria dichiarazione d'amore per il suo paese, avviato verso una deriva totalitaria, che verrà certificata dal voto del senato.

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          05 Febbraio 2020 - 17:23

          Per non parlare della scelta coreografica di presentarsi candida, di bianco vestita, l'immacolato cuore cattolico. E poi ci dicono che lo show lo fa Trump - prender la gente per demente.

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          05 Febbraio 2020 - 17:11

          Ma quale gesto d'amore dei miei stivali! Dell'America, e delle sue istituzioni, ha fatto carta straccia.

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        • branzanti

          05 Febbraio 2020 - 18:48

          Gentilissima credo che carta straccia degli Usa sarà fatta dal senato che sancirà la possibilità del tiranno di commettere reati senza alcuna responsabilità. È stato un piacere colloquiare con Lei e mi spiace non potremo più farlo (su questo argomento, su altri me lo auguro), perché dopo il voto posterò l'ultimo commento. Dopo mi riuscirà insopportabile. Cordiali saluti.

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          06 Febbraio 2020 - 16:00

          Vada su uTube e ascolti (50 minuti circa) il discorso di Alan Derschowitz al processo al Senato. Poi vada su u tube ad ascoltarsi anche quello di Michael Horowitz nelle procedure di Impeachment al Congresso. Nessuno dei due è Repubblicano, entrambi votano da una vita per i Democratici, nessuno dei due è amico di Trump, il secondo nominato nella sua attuale posizione da Obama. Li ascolti, e dopodiché potrà sempre decidere di restare della sua opinione. Ma non credo le sarà possibile. A presto.

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        • branzanti

          06 Febbraio 2020 - 18:23

          Gentilissima La ringrazio, ma come ho scritto sopra non intendo più commentare questioni Usa, perché vanno al di là della mia capacità di sopportazione. Non esiste al mondo qualcosa che mi possa far cambiare idea su Trump (nemmeno se mi tirasse fuori da un palazzo in fiamme come ha scritto Ian Bremmer sugli antitrumpiani, dedicando altrettanto sarcasmo ai trumpiani), anche se non dubito che l'ascolto dei video che Lei mi segnala sia di indubbio interesse. Ricambio volentieri il Suo a presto, ma su altri temi, perché parlare di Usa, dopo il voto, mi risulta insopportabile ed il mio commento all'articolo di Paola Peduzzi è stato l'ultimo in materia. Grazie come sempre per il piacere della conversazione.

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  • branzanti

    05 Febbraio 2020 - 09:09

    Due perle autentiche. 1. La medaglia della libertà al fanatico nazista suprematista seminatore di odio Rush Limbaugh, giusto per capire cosa si intende per libertà oltre Oceano. 2." non lasceremo mai che il socialismo distrugga il sistema sanitario americano". Ah ah stia tranquillo è gia distrutto con prestazioni e tassi di mortalità che farebbero paura in un qualsiasi paese dell'Africa subsahariana. Gli Usa trumpiani non pongono mai un limite alla discesa nel loro maelstrom. Comunque c'è attesa per la proclamazione della dittatura in senato.

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    • aldo.vanini

      05 Febbraio 2020 - 09:31

      Con poca o nessuna simpatia per questo presidente che mette con i suoi modi in barzelletta la grande tradizione repubblicana (sempre ho la speranza che il GOP abbia una impennata di orgoglio) noto che 1) credo che in ogni caso 'oltreoceano' siano ancora in grado di dare lezioni di libertà ad almeno due terzi del mondo 2) La inviterei a farsi curare in un qualsiasi paese dell'Africa subsahariana. Paragoni sempre squallidi, in stile Zagrebelsky...

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