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Le sorprese della democrazia americana

L’Assolto arancione, straripante di Ego e d’infamia, era quello che non poteva vincere, e ha vinto. Oggi è l’imbattibile ma il gioco delle candidature minoritarie può sfociare in un altro paradosso: l’imbattibile che perde. Ma sarà dura. Chiacchiere con i “Bonettos”

4 Febbraio 2020 alle 06:10

Le sorprese della democrazia americana

Foto LaPresse

Delle primarie americane parlo con i “bonettos” amici del Foglio, Stefano Pistolini e Christian Rocca. All’esordio del romanzone di Fruttero & Lucentini, ricorderete, un celebre americanista di Torino era delicatamente sbertucciato più o meno così per la pronuncia ortodossa del nome della città fatale dell’indipendenza americana, il tè scaricato di brutto sulle banchine del porto eccetera: “Bàston, disse l’americanista Bonetto”. Ecco allora le conclusioni dell’analisi dei Bonettos. Poi si vedranno i perché. Pistolini: “Siamo nelle mani di Bloomberg”. Rocca: “Ma...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • Cacciapuoti

    04 Febbraio 2020 - 17:52

    ferrara ormai è come augias ha capito tutto sa tutto ce n'ha per tutti tranne per se stesso

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