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Il vero virus che la Cina non può curare

La Commissione sospende i viaggi in Cina. Toyota interrompe la produzione. Starbucks chiude metà dei negozi. Il virus mette paura. Ma la vera crisi con cui deve fare i conti la Cina riguarda la sfiducia generata dai regimi illiberali. Il vaccino c’è: la globalizzazione

30 Gennaio 2020 alle 06:00

Il vero virus che la Cina non può curare

Foto LaPresse

La Commissione europea, ieri, ha sospeso i viaggi di tutti i suoi funzionari diretti e provenienti dalla Cina. Lo stesso ha fatto British Airways, compagnia di bandiera britannica, che sempre ieri ha deciso di sospendere tutti i voli diretti e provenienti dalla Cina. La United Airlines, qualche ora prima, aveva fatto lo stesso con i suoi collegamenti con Pechino, Shanghai e Hong Kong. Anche l’indonesiana Lion Air, la più importante compagnia aerea del sud-est asiatico, ha appena deciso di interrompere...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    30 Gennaio 2020 - 18:23

    Al direttore - Occorre completare. Dobbiamo tenere presente che ogni eccesso, ovunque si manifesti, se non viene sottoposto a regole gestionali condivise di controllo, genera nocività. Vale anche, eccome, per la libertà, l'apertura e la globalizzazione. La triade non contiene in sé la capacità di darsele. Anzi, libertà e globalizzazione, in ogni senso, configgono. Da secoli ci giriamo intorno. Sovviene il Carducci: "Sempre corsi, mai raggiunsi il fine". Ma i sogni, gli ideali, sono dentro di noi, ineliminabili e fecondi: anche di delusioni. Viva l'uomo. Così com'è. Cioè come è sempre stato. Pretendere di cambiarlo non è un sogno, un ideale. È un virus, un'arroganza intellettuale al servizio della lotta per il potere.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    30 Gennaio 2020 - 16:33

    Al direttore - Occorre completare. Dobbiamo tenere presente che ogni eccesso, ovunque si manifesti, se non viene sottoposto a regole gestionali condivise di controllo, genera nocività. Vale anche, eccome, per la libertà, l'apertura e la globalizzazione. La triade non contiene in sé la capacità di darsele. Anzi, libertà e globalizzazione, in ogni senso, configgono. Da secoli ci giriamo intorno. Sovviene il Carducci: "Sempre corsi, mai raggiunsi il fine". Ma i sogni, gli ideali, sono dentro di noi, ineliminabili e fecondi: anche di delusioni. Viva l'uomo. Così com'è. Cioé come è sempre stato. Pretendere di cambiarlo non è un sogno, un ideale. È un virus, un'arroganza intellettuale al servizio della lotta per il potere.

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  • Ferny55

    30 Gennaio 2020 - 13:17

    Caro Cerasa è grazie alla globalizzazione se oggi ci ritroviamo un regime cinese ancora più illiberale. Dobbiamo ringraziare l'ignavia di buona parte dei politici occidentali, molti dei quali hanno svenduto nei loro paesi interi settori manifatturieri, grazie ad accordi commerciali dove hanno quasi sempre riconosciuto alla Cina il ruolo di partner privilegiato. Poi è arrivato l'Orange Bad Man che come promesso in campagna elettorale ha deciso di affrontare la questione…….

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