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I due Iran

Il regime iraniano non si è ricompattato, anzi è sempre più compromesso

“Il nemico è qui”. Le proteste contro gli ayatollah sono più frequenti. “E se per sbaglio schiacciate il pulsante dell’atomica?”. Una storia diversa su Suleimani

14 Gennaio 2020 alle 06:00

Il regime iraniano non si è ricompattato, anzi è sempre più compromesso

LaPresse

Roma. Il regime iraniano è nel mezzo di una crisi di credibilità senza precedenti a meno di una settimana dai funerali solenni del generale Suleimani, che secondo molti commentatori avrebbero dovuto ricompattare l’opinione pubblica dalla parte degli ayatollah. Dall’annunciatrice tv Gelare Jabbari che si dimette e chiede scusa “perché vi ho mentito per tredici anni” fino agli studenti universitari che cantano contro i Guardiani della rivoluzione islamica perché “sono stupidi e sono la nostra vergogna”, dalla campionessa olimpica di taekwondo...

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Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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Commenti all'articolo

  • cesare battisti

    14 Gennaio 2020 - 16:01

    Thank You President Trump.

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  • branzanti

    14 Gennaio 2020 - 14:30

    La realtà a volte offre sequenze che il cinema o il teatro, per quando spinti sul terreno dell'assurdo, non potranno mai comparare. Trump, che in patria sostiene il suprematismo razzista ed i peggiori fanatismi religiosi, che lavora alacremente per chiudere ogni spazio alla libertà di stampa, che ha più volte dichiarato il suo totale disinteresse per i diritti umani a livello planetario (contano solo gli sghei!), improvvisamente diventa il paladino degli iraniani in rivolta. Perché non c'è più Bunuel, tale è il livello di surrealismo della situazione; spero solo che nessuno ci creda. Comunque mi rendo conto che su questo sito devo recitare la parte (non cercata) del pierino e che nessuno dei miei stimati corrispondenti condivide le mie idee su Trump e gli Usa. Per trovare condivisione dovrei forse intervenire, che so, sul manifesto, ma sarebbe come calpestare una vita di idee e di convinzioni. Non lo farò.

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    • Carlo A. Rossi

      16 Gennaio 2020 - 10:17

      "Stimati corrispondenti": Branzanti, come diceva il mio docente di italiano al liceo, Lei è un maestro della "captatio benevolentiae". Vulgo: piaggeria.

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      • branzanti

        16 Gennaio 2020 - 12:25

        Caro Rossi credo e spero di essere solo una persona educata e rispettosa. Personalmente ho la massima stima di tutti voi che partecipate a queste discussioni, non credo sia necessario disistimare chi la pensa diversamente (anzi forse è uno dei problemi dei tempi attuali).

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  • CohleandHart

    14 Gennaio 2020 - 14:27

    Come si possa pensare che Trump agisca senza una tonnellata di intelligence alle spalle e senza profondi calcoli strategici é una cosa che solo i media italiani possono fare. La superficialità dei media italiani é ridicola. é ovvio che suleimani é come un tappo a protezione del regime che é stato fatto saltare.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    14 Gennaio 2020 - 10:41

    E magari un THANK YOU Mr.President and Commander in Chief. Un multiplo Thank You: Thank You President Trump, per la tenace resistenza ai neo-soviet Americani; Thank You President Trump, per gli straordinari uomini che sceglie nella sua Amministrazione; Thank You President Trump, per la sua leadership morale in Occidente e la denuncia della bancarotta morale Europea; Thank You President Trump che ascolti Israele e lo difendi senza ipocrisia senza spocchia senza dubbio. Thank you President Trump per continuare a fare Grande l'America distruggendo i nemici dei popoli. Thank You President Trump, thank you American People che non si limita a New York e Hollywood. You have, mr. President, my moral vote.

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    • luigi.desa

      14 Gennaio 2020 - 17:46

      un abbraccio a Tamaramerisi ,caro Braz.

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      • branzanti

        14 Gennaio 2020 - 22:36

        Caro Luigi, quando circa cinquant'anni fa ascoltai per la prima volta Indro Montanelli, mi colpì una sua ripetuta affermazione circa il suo modo di concepire il giornalismo : non mi piace cantare in coro. Non ho certo, nella mia modestia, la presunzione di paragonarmi al grande toscano, ma neppure a me piace cantare in coro, specie quando la musica non è quella a bocca muta della Butterfly, ma risulta di pessima qualità. Confermo quanto detto sopra e rivolgo un abbraccio a tutti voi che la pensate diversamente ed avete la benevolenza di rispondermi. Ognuno resta delle proprie opinioni, senza dimenticare che, come dice Rossella O'Hara "dopotutto domani è un altro giorno".

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          15 Gennaio 2020 - 09:01

          Caro ... "Domani è un altro giorno" che non voglio vedere, se il giorno prima la bomba nucleare è esplosa su Israele, o sull'America. In quanto a voci fuori dal coro, le sue affermazioni sull'America sono mainstream in Europa, dilagano nelle scuole, nelle università, nei tribunali, nelle piazze, nelle banlieue, nelle moschee, in moltissime chiese. Lei vorrebbe essere originale e discordante, lo è solo nel piccino microcosmo fogliante. Lei forse dovrebbe prendersela coll' Elefante, influenzato da tempo e contagioso. Rafforzi gli anticorpi Branzanti, e vedrà che le allucinazioni la lasceranno in pace, e si accorgerà con grande gioia che gli occhi e le orecchie le torneranno sani e in grado di riconoscere la realtà. Le corbellerie saranno un lontano ricordo, da rivangare con autoironia, tra amici che la pensano più o meno allo stesso modo - e che male c'è?

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        • branzanti

          15 Gennaio 2020 - 12:51

          Cara Tamara La ringrazio per questo garbato commento. La prego di credere che non mi sento affatto a mio agio nell'essere mainstream, come giustamente rileva Lei, sulla visione degli Usa in Europa ed in Italia, perché non mi trovo in buona compagnia e sono sempre stato infastidito da certe posizioni pregiudiziali. Ci penso, poi vedo Trump e.. non riesco, è più forte di me. In ogni caso un altro giorno non è un augurio di catastrofe, non potrei mai verso un paese che ho ammirato per tanto tempo.

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          15 Gennaio 2020 - 17:54

          tamaramerisi 15 Gennaio 2020 - 14:17 1) la storia di Trump si sta ancora scrivendo; 2) che nessuno lo abbia accusato di essere un intellettuale, non significa che Trump non sia reo di intelligenza e di sensibilità politiche tutt'altro che mediocri; 3) un vissuto non perfetto rende l'uomo umile e criticabile, qualità indispensabili a un leader del mondo libero. Viceversa un passato lindo, oltre a denotare scarsa esperienza di vita, e parecchio egoismo, fa del leader un arrogante e un moralista.

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        • branzanti

          15 Gennaio 2020 - 21:19

          Gentilissima "un vissuto non perfetto" è uno straordinario eufemismo per raccontare la storia di Trump, delle sue bancarotte e dei suoi pasticci (eufemismo mio). Un passato lindo credo invece manifesti un senso etico, nel senso della weberiana etica della responsabilità che credo dovrebbe essere caratteristica fondamentale per gli uomini di governo. Trump sarà rieletto? È possibile e per noi europei sarà semplicemente drammatico, una discesa a picco verso la miseria dove farà di tutto, nella sua natura duramente vendicativa, per farci cadere. Grazie per il piacere della Sua conversazione.

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          16 Gennaio 2020 - 11:27

          Uno. La bancarotta non è un peccato e fallire non è subumano. Due. Lei insulta senza rendersene minimamente conto l'etica, che non è fine a se stessa. Tre. L'Europa di santi e di martiri che lei canta è una fantasticheria, e sommamente puerile.

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        • branzanti

          16 Gennaio 2020 - 12:34

          Gentilissima se insultassi l'etica sarebbe grave, visto che, lo dico senza alcuna presunzione, sono stato docente di etica d'impresa in master universitari. Un po' di puerilita', dopo una certa soglia, si può perdonare, l'Europa di cui parlo è fatta non dei burocrati di Bruxelles, ma dei nostri paesi, delle loro economie, di noi stessi che viviamo in quei paesi che Trump tanto mostra di disprezzare, di insultare e di voler colpire pesantemente sul piano economico (assai più di Russia e Cina). Sono preoccupato per il futuro dei nostri paesi, che vedo difficile senza una coesione oggi fantasma, e per una mancanza di alternative. Un tempo avrei pensato di andare in Usa, ma ho giurato a me stesso di non metterci più piede, neppure per un fine settimana. Cordiali saluti

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