Non esiste un “modello Libano” per la Libia

Se c’è da preparare una missione di interposizione, meglio parlare da adulti
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13 JAN 20
Ultimo aggiornamento: 09:11 PM
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Un militare della missione Unifil al confine tra Libano e Israele (foto LaPresse)

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parla di un modello Libano per la Libia. In breve: una missione militare di Caschi blu anche italiani che dovrebbe fare da forza di interposizione nella guerra civile fra Tripoli e Bengasi. Perché no?, si chiede il ministro. L’unica avvertenza, dice, è che sarebbe necessario un invito da parte dei libici. Ora, poniamo per ipotesi che questo invito da parte dei libici che non riescono a mettersi d’accordo su nulla arrivi davvero, qualcuno alla Farnesina oppure alla Difesa dovrebbe spiegare a Di Maio che lo scenario libanese è molto diverso da quello libico. In Libano la situazione è più chiara e strutturata, ci sono due interlocutori come Hezbollah e Israele che hanno una linea diretta con i mille soldati italiani e hanno un controllo perfetto dei loro uomini. Non si combatte dall’estate 2006. Inoltre il territorio da sorvegliare è molto circoscritto e le forze militari sono arroccate sulle loro posizioni da anni, non si muovono di un centimetro. In Libia invece le forze combattenti sono frammentate in centinaia di battaglioni e di bande che rispondono poco volentieri alla stessa autorità e cambiano spesso fronte. L’area da sorvegliare sarebbe più grande e più caotica – e includerebbe centri urbani più grandi. Di fisso ci sarebbe poco. Gruppi terroristici che non c’entrano con la guerra civile vedrebbero la presenza di soldati stranieri come un invito a nozze per attentati e come un ottimo tema per la propaganda. L’idea che l’Europa dovrebbe fare qualcosa di concreto è solida, finalmente, ma il ministro non dovrebbe vendere un modello Libano in Libia altrimenti siamo di nuovo dalle parti dell’abolizione della povertà. La questione è seria e va affrontata con schiettezza e senso del rischio reale. Con tutto il rispetto per il contingente schierato in Libano che svolge un lavoro eccellente e apprezzato da tutta la comunità internazionale, una missione in Libia sarebbe di un grado di difficoltà maggiore. Saperlo serve a prepararsi meglio. Nel caso.