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L’amico francese di Khamenei

Cattolico, comunista, convertito all’islam. Il filosofo Garaudy è il Cagliostro che ha ispirato gli ayatollah d’Iran

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

13 Gennaio 2020 alle 09:23

L’amico francese di Khamenei

Roger Garaudy

"Vittoriosa rivolta a Teheran". Fu il titolo sulla prima pagina di Libération del 12 febbraio 1979, quando l’Ayatollah Khomeini prese il potere nella nuova Repubblica islamica dell’Iran per stabilire una delle peggiori dittature mai esistete: una teocrazia sciita basata sulla legge coranica, la sharia. Marc Kravetz, inviato speciale del quotidiano della gauche francese, ex leader del maggio ’68 diventato cronista, racconta la “prima grande serata” della rivoluzione: “Verso le 21 abbiamo sentito le prime grida. ‘Allahou Akhbar’. Non era più...

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    13 Gennaio 2020 - 21:57

    Signor Meotti, sono un suo ammiatore e un ex abbonato al Foglio. Per ragioni mie morali rifiuto da anni rifiuto di rinnovare il mio abbonamento a un giornale nel quale non mi riconosco piu` specialmente dopo la partenza di Giuli.I suoi articoli mi interessano molto e mi mancano. Non ha mai pensato di raccorglierli in un libro e pubblicarli. Io sarei certamente uno dei tanti compratori come lo sono di tutti i suoi libri. Cordialita` dagli Stati Uniti dove vivo Andrea De Benedetti

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