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Il caso Ilva della nostra politica estera si chiama Tripoli

Quanti video di esplosioni avranno i soldati italiani sui telefonini? La consegna del silenzio dei nostri militari e il sostegno di Mosca e Dubai alla campagna di Haftar

20 Novembre 2019 alle 06:00

Il caso Ilva della nostra politica estera si chiama Tripoli
Novecento chilometri a sud di Taranto c’è quello che per la politica estera italiana è l’equivalente del caso Ilva, nel senso che tutti sanno che c’è una crisi in corso, tutti sanno che le conseguenze saranno orrende e tutti aspettano che la crisi si risolva da sola per un miracolo inaspettato di quelli che non succedono mai. È l’assedio di Tripoli, dove il governo sponsorizzato a parole vaghe dall’Italia tiene testa in modo sempre più debole alle milizie del settantacinquenne...

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Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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