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La Spagna ci ricorda quando la coerenza è virtù degli imbecilli

L’arte del compromesso e le lezioni di Napolitano. Governare il disordine si può e l’Italia può essere ancora un modello

12 Novembre 2019 alle 06:10

La Spagna ci ricorda quando la coerenza è virtù degli imbecilli

Foto LaPresse

Franza o Italia purché se magna e purché se governi. I risultati delle elezioni spagnole di domenica scorsa, quarto voto nel giro di quattro anni, ci dicono che quando un paese vive una fase di frammentazione molto acuta, quel paese ha di fronte a sé solo due strade possibili: o fare come la Francia o fare come l’Italia. Fare come la Francia, lo sappiamo, significa governare l’instabilità in modo duro e ovviamente coatto, offrendo cioè agli elettori un sistema elettorale...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    12 Novembre 2019 - 12:35

    In Spagna i due partiti , il partito socialista e i popolari ,devono fare una sola cosa : coalizzarsi. Non pendono sicuramente la credibilità. Del resto sulle grandi coalizioni abbiamo l'esempio della Germania, in tante legislature. Naturalmente l'alleanza deve avvenire sulla base di un programma credibile che affronti i problemi della Spagna, senza cercare di fare i primi della classe, vale per i socialisti in questo caso, come partito di maggioranza relativa

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  • lorenzolodigiani

    12 Novembre 2019 - 11:58

    Caro Cerasa, l’incapacità di produrre governi stabili, se non coesi, diffusa ormai in molti paesi europei, apre la strada a quelle che, con un ossimoro, vengono chiamate democrazie illiberali. Il modello francese non e’, evidentemente, esportabile con facilità. Sarebbe, comunque, opportuno comprendere e far comprendere quanto la governabilità possa e debba in certi casi fare aggio sulla rappresentanza.

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  • eleonid

    12 Novembre 2019 - 09:14

    Certo è che se per coerenza si tende a mettere la testa nella sabbia affinché siano salvi i propri principi che nella vita reale si rivelano sbagliati , allora è meglio provare ad essere incoerenti e cercare compromessi non troppo compromettenti. Ma nel nostro caso , con riferimento alla situazione politica, mi sembra che non sia un problema di coerenza di principi e valori, ma di promesse elettorali che svuotando le casse statali non ci permettono di spendere soldi per le bonifiche di Taranto e non solo. Allora potremmo pure continuare a dire Franca o Italia purché se magna , ma non credo che lo slogan ci possa ancora riparare dall'imbecillita' che sta divenendo sempre più insopportabile.

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  • p.mastrantoni

    12 Novembre 2019 - 08:41

    Il grillismo è l'esempio della incoerenza, giunchi che si piegano al primo stormire di fronda. Ecco perché non siamo credibili (vedi Ilva).

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