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Carte riservate su Huawei e la (non) libertà d’espressione. Un'inchiesta del Foglio

Il documento confidenziale sul codice di condotta dei dipendenti rivela che l'azienda chiede ai suoi impiegati di non esprimere nessuna idea politica. Un comizio vale come un post su Facebook o un commento ad alta voce in mensa?

23 Ottobre 2019 alle 06:00

Carte riservate su Huawei e la (non) libertà d’espressione. Un'inchiesta del Foglio

(foto LaPresse)

Roma. Il colosso delle telecomunicazioni cinese Huawei ha dato una stretta alla libertà di espressione dei suoi dipendenti, anche in Europa, secondo alcuni documenti riservati ottenuti dal Foglio. Il codice di condotta interno dell’azienda, firmato ogni anno dai dipendenti delle sedi fuori dalla Cina di Huawei entro la fine di ottobre, stabilisce una serie di norme che apparentemente contrastano con quelle sulla libertà d’espressione previste dalla Costituzione, dallo Statuto dei lavoratori in Italia e dalla normativa europea sul lavoro.  ...

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Giulia Pompili

Giulia Pompili

Giulia Pompili è nata il 4 luglio. E' giornalista del Foglio dove scrive soprattutto di Asia – nel 2012 ha vinto il premio giornalistico "Umberto Agnelli" della Fondazione Italia Giappone. Recita a memoria i test missilistici di Kim Jong-un, ma pure le canzoni degli Afterhours. E' terzo dan di kendo.

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