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Elogio della traduttrice che senza parole ha tradotto il mondo di Trump

Con la mimica facciale Elisabetta ha reso comprensibile il non traducibile. Una lectio magistralis su come rendere chiaro a tutti che cosa significhi vivere su pianeti differenti: quello reale e quello secondo The Donald

18 Ottobre 2019 alle 06:11

Elogio della traduttrice che senza parole ha tradotto il mondo di Trump
Si chiama Elisabetta (la chiamano così su Twitter, ammesso che non mentano, as usual), Elizabeth in traduzione simultanea, la magnifica signora, la brava professionista che lavora come traduttrice al Quirinale e che mercoledì nello Studio Ovale ha inventato, eroina per caso o fata buona delle parole, un modo nuovo, a prova di barriere linguistiche, per comunicare a tutti l’indicibile. Il non comprensibile. Il non traducibile. Una lectio magistralis, keynote address in traduzione, su come rendere chiaro a tutti che cosa...

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Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    18 Ottobre 2019 - 13:01

    Se Trump non esistesse abbignerebbe inventarlo.Il suo essere ha creato una pletora di onanisti che allo stato deprivati di personaggetti come Hitler o Mussolini ( lasciamo Stalin comodo nel suo sarcofago ) se lo stringono forte e lo usano come fioretto per fare i Catoni armati di tre palle un soldo. I trascorsi tivvù di Trump mostrano in tutto il suo vigore che è un grande prenditore di culo .Più smaroneggia più se ne parla . In Italia in sedicesimo abbiamo Salvini al quale tutti tirano pallate e lui si diverte come un piripicchio. Certo Catone era un uomo infelice quale è Travaglio sempre con il filo di bava che gli scenda al lato delle labbra . Essere i Catoni o i Travaglio più che motivo di notorietà è sintomo di intima profonda infelicità. Certo Dante oggi creerebbe un girone tutto per loro.Peccatori frustrati e infelici non li porrebbe nell'infermo ma in purgatorio per purgarli di un malcelata malvagità che alberga in loro. Che dio li abbia in gloria.Oremus.

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  • branzanti

    18 Ottobre 2019 - 10:10

    Magnifica Elisabetta, più emblematica di tanti commenti. Almeno per una volta con Trump abbiamo potuto ridere e non solo provare orrore.

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  • giusgiand

    18 Ottobre 2019 - 09:09

    La frase esatta pronunciata (letta e non improvvisata a braccio) da Trump è stata: "The United States and Italy are bound together by a shared cultural and political heritage dating back thousands of years to Ancient Rome". Il che è ineccepibile. Aridatece la Maglie (guarda tu cosa uno deve arrivare a scrivere...).

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