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Trump negozia la sospensione dell’offensiva turca che aveva approvato

I turchi concedono centoventi ore di tregua nel nord della Siria per evitare le sanzioni americane. Undici giorni di crisi rivisti giorno per giorno

17 Ottobre 2019 alle 20:33

Trump negozia la sospensione dell’offensiva turca che aveva approvato

Le forze filoturche a Ras al-Ain, nel nord della Siria (foto LaPresse)

Roma. Giovedì il vicepresidente americano, Mike Pence, ha annunciato che la Turchia ha accettato un cessate il fuoco di 120 ore per evitare le sanzioni americane. I curdi in quel lasso di tempo dovranno ritirarsi a sud della zona di trenta chilometri che l’esercito turco vuole sotto il suo controllo. Di fatto, la Turchia accetta la tregua ma soltanto se porterà alla vittoria militare che cercava. Pence era ad Ankara assieme al segretario di stato, Mike Pompeo, per ottenere la...

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Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    18 Ottobre 2019 - 13:01

    Che gli USA abbiano sempre avuto una diplomazia scadente è cosa risaputa. Non è nel loro DNA. Con Obama e Trump poi è scesa ai minimi livelli. E' come se il cervello degli ultimi due presidenti fosse offuscato da una densa nube nera. Oggi possiamo dire che la diplomazia più attenta, abile e veloce è quella russa nella persona di Putin che sta tessendo una rete di legami, sopratutto nel medio oriente, vasta e articolata. Persino Israele ormai si fida più della Russia che degli USA. Il che è tutto dire.

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  • Giovanni Attinà

    17 Ottobre 2019 - 23:11

    La decadenza degli Usa in politica estera fa davvero paura: altro che "Prima l'America", gli Usa fanno una magrissima figura. Si è iniziato con le cosiddette "primavere arabe" ed via via si è arrivati a questa situazione vergognosa per il prestigio degli Usa. S' ora che le nazioni occidentali si ribellino, altrimenti siamo al tramonto di un mondo davvero senza bussola.

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    • branzanti

      18 Ottobre 2019 - 08:08

      Lei ha perfettamente ragione. L'Europa deve trovare una propria dimensione e lasciare andare gli Usa per la loro strada senza futuro.

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      • luigi.desa

        18 Ottobre 2019 - 13:01

        Bravo Branz ,l'Europa deve evitare ogni contatto con il regno del male.

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        • branzanti

          18 Ottobre 2019 - 13:01

          Gentilissimo peccato che il Suo commento sia (senza intenti offensivi) beffardo. Sarebbe perfetto.

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        • beterviosi

          18 Ottobre 2019 - 15:03

          Perché trovo interessante che una persona che utilizza approcci bomberistici chiami un altro interlocutore come se fosse al bar e poi usi un'espressione già utilizzata (ricorda da chi, suppongo) con la pretesa di farla sembrare altisonante.

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        • J.Wrangler

          J.Wrangler

          18 Ottobre 2019 - 20:08

          Premessa: mi rivolgo a lei e non a Branzanti il diretto interessato del post di De Santis (come vede è un "must" di Desa abbreviare i nomi e infatti accorciava anche il mio qualche volta qui al "bar" del Foglio (i migliori letterati e artisti si sono da sempre incontrati al bar). L'approccio "paradossale" di Desa è qualche volta come il mio e significa l'uso del paradosso in una frase,in specie,"l'impero del male"via Reagan verso l'Unione Sovietica; il paradosso sta nel fatto che utilizzare l'"invenzione" di Reagan sia usata per descriverne il bersaglio opposto(gli USA stessi anzichè l'URSS):quindi non canzonatorio(beffardo)ma paradossale per dimostrare il suo pensiero contrario."bomberistico"(termine giovanile e giovanilistico che deriva da bomber(centravanti)è altro1)la vision trash in ogni ambito della vita pubblica oppure,peggio,la cosidetta"Blecchiumor"che si basa 2)sulla esaltazione dell'ignoranza come qualità,sul disprezzo del politicamente corretto:in questo bar nessuno.

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        • beterviosi

          18 Ottobre 2019 - 15:03

          Ridotto ai nomignoli, Desa?! In effetti Branzanti ha ragione, se il commento non fosse beffardo sarebbe perfetto.

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    • Ferny55

      18 Ottobre 2019 - 08:08

      Per semplice informazione. Ad oggi gli USA hanno oltre 800 basi militari in 70 paesi del mondo. E non ne hanno chiusa neanche una. La Siria è il prodotto di una folle politica della precedente amministrazione che ha provocato oltre 800.000 morti e alcuni milioni di profughi.

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