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Mr Mifsud, sarò Franco

Tutti gli incontri di Frattini con l’uomo chiave del Russiagate che l’ex ministro stranamente non ricorda

10 Ottobre 2019 alle 06:00

Bugia o amnesia? Non si sa di preciso, ma di certo alla Link Campus si fa un’enorme fatica a dire la verità su Joseph Mifsud, il professore maltese al centro del Russiagate, indicato dal rapporto Mueller come il contatto russo che ha rivelato alla campagna elettorale di Trump delle mail di Hillary Clinton hackerate dai russi. Dopo il presidente Vincenzo Scotti, tocca all’altro esponente di spicco dell’università, Franco Frattini, “programme leader” del corso di laurea in Studi strategici e Scienze diplomatiche. Intervistato dalla Stampa sul perché, come rivelato dal Foglio, l’8 ottobre del 2016 Mifsud fosse in Russia insieme a lui e a Scotti per firmare un accordo con l’università di Mosca, Frattini risponde: “Questo sinceramente non lo so. Non so neppure se fosse lì per conto della Link Campus”. In realtà questo lo sappiamo: Mifsud faceva parte della delegazione della Link in Russia, è stato l’ideatore dell’accordo e per questo era seduto a fianco a Frattini e Scotti. Nella stessa visita russa Mifsud parlò a nome della Link, in presenza di Scotti, allo Skolkovo Innovation Center (la Silicon Valley russa).

 

Frattini poi prosegue l’intervista dicendo: “non l’ho mai più visto”; “rammento che Mifsud aveva interesse a creare un accordo tra la Link Campus e la London School of Economics, ma poi non se ne fece nulla” e “alla Link non l’ho mai visto”. Ebbene, tutte e tre queste affermazioni dell’ex ministro degli Esteri non sono vere: l’accordo tra la Link e la Lse voluto da Mifsud è stato firmato, Frattini ha rivisto Mifsud e lo ha incontrato proprio alla Link Campus. La smentita alle tre affermazioni di Frattini arriva da una sola foto: quella della firma dell’accordo tra la Link Campus e la Lse, avvenuta il 20 marzo 2017 nella sede dell’università di Via del Casale di San Pio V a Roma, alla presenza di Frattini. E chi c’era seduto al suo fianco? Proprio lui: Joseph Mifsud. Il maltese non era lì di passaggio, come dichiarato da Frattini, era il promotore di questo accordo come di tanti altri (Mifsud ha fatto stringere alla Link accordi anche con l’Università Lomonosov di Mosca, con la fondazione Edof appartenente ai sauditi e ha portato un investitore svizzero). Nella stessa giornata Frattini partecipò a una conferenza sulla Brexit con alcuni docenti londinesi. E chi c’era a presentare i relatori prima di sedersi allo stesso tavolo? Sempre lui: Joseph Mifsud. E poche settimane dopo, il 3 maggio 2017, in un’altra conferenza alla Link, Mifsud è di fronte a Frattini.

 

E non si può dire che Frattini facesse fatica a riconoscerlo, visto che la loro conoscenza è solida e antica. Negli anni Frattini ha incontrato Mifsud non solo alla Link Campus, dove il professore maltese era di casa ed era suo omologo in quanto “programme leader” del corso di laurea in Scienze della Politica e dei Rapporti internazionali. E non solo in Russia dove hanno viaggiato insieme per siglare un altro importante accordo universitario ispirato e voluto da Mifsud (che dopo il Russiagate è improvvisamente stato cancellato). Ma anche in Inghilterra, dove nel marzo del 2012 Frattini ha partecipato a una conferenza con il professore maltese nella sua London Academy of Diplomacy. E persino in Qatar, dove nel maggio del 2016, poco prima di essere insieme in Russia, come dimostra una foto della Sioi (presieduta da Frattini), l’ex ministro era a una conferenza a Doha insieme al solito Mifsud. Londra, Mosca, Roma, Doha: per non averlo mai visto, Frattini ha incontrato Mifsud troppe volte allo stesso tavolo. Amnesia o post verità?

Luciano Capone

Luciano Capone

Sono cresciuto in Irpinia, a Savignano. Sono al Foglio da 12-13 anni, anche se il Foglio non l’ha mai saputo, da quando è diventato la mia piacevole lettura quotidiana. Dal 2014 sono sul Foglio e stavolta lo sa anche il Foglio. Liberista sfrenato, a volte persino selvaggio.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    10 Ottobre 2019 - 13:11

    Scoprire che il volto da bravo ragazzo di Forza Italia forse era ed è un volgare faccendiere fa venire i brividi su la la serietà e onestà della politica che si sa è sporca ma basta coprirla con un velo di ipocrisia e siamo tutti contenti ,ma qui più che un velo erasi un muro di cemento.

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