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Cosa dimenticano le sinistre quando elogiano il “modello Costa”

A Lisbona il primo ministro è rigorista, nemico del debito, amico della flessibilità, fan di Macron

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

7 Ottobre 2019 alle 20:09

Cosa dimenticano le sinistre quando elogiano il “modello Costa”

António Costa (foto LaPresse)

Nella tipica foga italiana di trasformare il risultato di ogni elezione di un paese straniero nella dimostrazione plastica dell’indiscutibile bontà delle proprie idee politiche, la vittoria in Portogallo del socialista António Costa, di due giorni fa, è stata presentata dall’intero arco costituzionale delle sinistre italiane come il simbolo evidente di una grande riscossa delle forze progressiste intenzionate a lottare contro l’Europa del rigore, contro le politiche dell’austerità e contro il famigerato modello Macron.   

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    08 Ottobre 2019 - 19:54

    Uomo di sinistra, si fa per dire, che fa politiche di buon senso che i nostri sinistrosi appellerebbero di destra. Il Portogallo ha capito la politica dei compiti a casa tanto odiati dai populisti nostrani e in sintonia con l’Europa ha camminato nel solco della logica del possibile. Come detto dal direttore, prima ci si preoccupa della crescita poi delle uguaglianze e senza l’utopia dell’abolizione della povertà. Insomma poche cose, vere, concrete e possibili. Qui siamo alla frutta, li ad un disegno in sintonia con l’Europa. Piccoli e disuniti si muore, uniti forse si sopravvive. Il Portogallo lo ha capito, noi no. Purtroppo.

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  • dongivu

    08 Ottobre 2019 - 17:04

    Letto questo articolo non capisco come si possa dar credito alle quattro sinistre ora al governo. Solo per bloccare il truce? perchè non si sottolinea quello che Berlusconi ha ribadito recentemente: aver sdoganato il MSI da sempre "recintato" fuori del gioco politico col giochetto dell'etichetta di fascismo. Le sinistre non glielo hanno mai perdonato cercando di chiudere anche lui nel "recinto": trucchetti spregevoli per arrivare al potere che democraticamente non riuscirebbero mai ad acquisire. E' Renzi il portoghese? Utopica pazienza quella di chi spera nell'evoluzione positiva della sinistra italiana.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    08 Ottobre 2019 - 13:38

    Al direttore - L'eterna maledizione esistenziale della sinistra radicale. È costretta a stravolgere il significato proprio delle parole per trovare uno spazio di sopravvivenza. Progresso, uguaglianza, libertà, sono lemmi usati per nascondere il suo vero intento: distruggere ogni regola, negare la fisiologia, ripudiare il concetto di responsabilità, demonizzare ogni tradizione e ogni voce contraria. Niente di nuovo, erano quelli i pilastri portanti della "rivoluzione culturale" di Mao. In sintesi, l'atteggiamento disperato di una minoranza frustrata, rifiutata dalla Storia. Che trovi seguaci rientra nella capacità dell'uomo di ingannare se stesso di interessati interessi che fanno parte degli ingredienti della lotta per potere. Tutto qui.

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  • Giovanni Attinà

    08 Ottobre 2019 - 12:37

    Quelli di sinistra in Italia, invece di coniare slogan, dovrebbero copiare Costa il portoghese. In questo modo i problemi d'Italia possono essere risolti, con benefici per tutti.

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