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Occhio al sostituto di Bolton

Se il candidato prescelto è l’attuale ambasciatore americano a Berlino, Richard Grenell, è una pessima notizia per l’Europa

13 Settembre 2019 alle 06:00

Occhio al sostituto di Bolton

Richard Grenell (al centro) - foto LaPresse

S’è infine capito che la rottura tra Donald Trump e il consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton s’è consumata sulla questione iraniana, anzi, su un preciso aspetto del rapporto con la Repubblica islamica: l’incontro con il presidente iraniano Rohani. Trump lo vorrebbe, ansioso com’è di un evento clamoroso che lo faccia entrare nella storia, e ha valutato – ha raccontato Bloomberg – l’ipotesi di togliere alcune sanzioni per invogliare gli ayatollah ad accettare la sua offerta. Troppo per Bolton, troppo anche per molti altri che cercano di digerire i capricci trumpiani e si ritrovano a dover ammettere che neppure l’odiato Obama era arrivato a tanto.

 

Così ora si cerca un successore al grido “basta falchi”, e da qualche giorno gira voce che nella rosa dei candidati ci sia l’attuale ambasciatore americano a Berlino, Richard Grenell, che è atteso nel fine settimana alla corte di Trump: l’incontro era già in agenda, ma potrebbe diventare un colloquio di lavoro. Se fosse davvero Grenell il prescelto, non sarebbe una buona notizia per l’Europa. Grenell si è reso famoso nel suo mandato diplomatico a Berlino iniziato nel 2017 per le sue dichiarazioni contro la cancelliera tedesca Angela Merkel (sull’immigrazione ma anche sull’economia), contro la Germania che non fa il suo dovere in termini di difesa e sull’Europa intera, la scroccona che approfitta della generosità degli Stati Uniti quando ha bisogno ma poi ingaggia guerricciole commerciali e si tiene strette le risorse energetiche russe. Grenell è considerato un “bannoniano” che tenta di rafforzare i movimenti nazionalisti, peraltro in modo parecchio sfacciato per un ambasciatore. Se il consigliere per la Sicurezza nazionale americana considera l’Europa una minaccia, come sembra dall’atteggiamento di Grenell (condiviso anche da Trump) i rapporti transatlantici rischiano di diventare pessimi. Poi certo Grenell è anche il diplomatico che appena arrivato in Germania – anzi, era ancora in volo – ha detto che le aziende tedesche avrebbero dovuto interrompere immediatamente i rapporti con l’Iran pena ritorsioni americane, ma questo forse Grenell cercherà, molto diplomaticamente, di non sottolinearlo al colloquio con Trump.

Redazione

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  • branzanti

    13 Settembre 2019 - 08:48

    Non penso sia una brutta notizia, potrebbe essere un fattore di chiarimento, che spinga gli europei a comprendere finalmente la situazione ed a trovare unità di intenti. A comprendere che il velo dell'alleanza è strappato (amicizia e condivisione di principi ed interessi non sono mai esistiti) e che oggi il nostro peggiore nemico sono gli Usa, il paese più pericoloso per la pace, la libertà e la stabilità economica del mondo. Prima il mondo se ne accorge e li isola, meglio è per tutti.

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    • lucafum

      13 Settembre 2019 - 21:49

      I criteri per comprendere quale può essere il paese più pericoloso per la pace e la stabilità (acquisita dalla fine della guerra fredda, che gli USA cercano di mantenere) non possono essere semplicemente i tuìt di Trump e gli umori ideologico-giornalistici; dovremmo pensare alla demografia (quindi paesi con popolazione giovane, a rapida crescita, prevalentemente maschi), quindi alla scarsa disponibilità di risorse energetiche (Paesi che hanno fame di energia, sotto qualsiasi forma; alimentare, combustibile, materie prime) e quindi a quelli con elvate capacità offensive (certamente dal punto di vista tecnologico, ma anche come approccio culturale alla vita). In ordine molto grossolano ed abbozzato: India, Cina, a distanza, Iran, Turchia, Pakistan; Nordafrica, Russia, Brasile; quindi Caucaso, continente Africano, indocina; ancora più oltre, USA; quindi canada, est europa e poi (vecchi, grandi anziani e caduchi) britannici, giapponesi ed europei.

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