Il caso insulina in America entra nella campagna elettorale

Daniele Raineri

Il medicinale per diabetici costa 10 volte più che in Canada ed è un esempio perfetto delle storture del mercato sanitario

Milano. Da tempo in America si discute del prezzo dell’insulina, da molti considerato troppo alto e un esempio perfetto delle storture del mercato quando si parla di sanità, e ora diventerà un argomento di dibattito nella campagna presidenziale. In America ci sono sette milioni e mezzo di persone che hanno bisogno di insulina tutti i giorni (fonte: Pbs) e altri ottantaquattro milioni di persone che sono nella condizione di pre-diabete e quindi potrebbero avere bisogno di insulina nei prossimi anni (fonte: Centers for Disease Control and Prevention). Tuttavia il prezzo dell’insulina è triplicato negli ultimi dieci anni, anche se di fatto non ci sono stati cambiamenti capaci di giustificare il rialzo – come un’improvvisa scarsità di materia prima o altro. Il risultato è che un paziente su quattro ha cominciato a razionarsi le dosi e a saltarne qualcuna per risparmiare, che è una pratica rischiosa. In America le spese mediche dovrebbero essere coperte dalle assicurazioni sanitarie, ma dipende tutto da che assicurazione hai. Il caso simbolo in questo campo è quello di Alec Smith-Holt, un ventiseienne di Minneapolis che lavorava come manager di un ristorante e che l’anno scorso ha compiuto 26 anni e quindi non poteva più essere coperto dall’assicurazione della madre. Smith-Holt guadagnava trentacinquemila dollari all’anno, l’assicurazione sanitaria compresa nel suo contratto di lavoro era troppo bassa e l’assicurazione addizionale più economica per coprire l’acquisto di insulina costava 450 dollari al mese – troppi. Acquistare direttamente l’insulina era infattibile: 1.300 dollari al mese. L’uomo ha cominciato a razionarsi l’insulina da solo ma è morto nel giro di un mese.

 

In Canada il prezzo è dieci volte più basso rispetto all’America e così molti diabetici americani attraversano il confine per comprare il medicinale salvavita. La differenza tra i due stati è così evidente che era soltanto questione di tempo prima che la questione diventasse politica. Alcuni acquirenti di insulina americani organizzano viaggi in bus di due giorni che raccolgono molte persone in stati differenti fino al Canada e si fanno chiamare “caravan”, carovana, che è lo stesso termine usato per indicare gli arrivi dei rifugiati che vogliono varcare il confine sud dell’America. Si fanno chiamare così in polemica aperta con l’Amministrazione Trump e si definiscono “medical refugees”, profughi per ragioni mediche. Quinn Nystrom, una donna che organizza queste trasferte dal Minnesota, dice ai giornali che “l’insulina è il nostro ossigeno”, ma avverte che i viaggi non sono un rimedio vero perché molti diabetici non si possono permettere di saltare giorni di lavoro per andare con regolarità in Canada. A novembre 2018 le elezioni di metà mandato furono vinte con una maggioranza molto larga dai democratici e la sanità fu tra gli argomenti principali della campagna.

 

Due giorni fa uno dei candidati democratici più in vista per le presidenziali 2020, Bernie Sanders, ha preso un bus con i diabetici e li ha accompagnati in Canada. Sanders vuole che il sistema sanitario americano diventi “single-payer”, quindi che ci sia un solo finanziatore – lo stato con le tasse – che pensa alle necessità di tutti. In Canada in realtà c’è un sistema diverso, che garantisce molta più copertura ai cittadini da parte dello stato e però si affida anche alle assicurazioni private, e il prezzo dei farmaci è deciso da una commissione che guarda i prezzi in altri paesi. Si capisce che per il candidato democratico il dossier insulina era un punto politico facile da segnare – e questa è settimana di dibattiti televisivi per i candidati del Partito democratico alla presidenza. “Com’è che a dieci minuti dal confine americano del Michigan la gente paga un decimo del prezzo per un medicinale importante di cui hanno bisogno per restare in vita? Questa differenza è un imbarazzo per la nostra nazione”, ha detto Sanders sceso dal bus. E ancora: “Da presidente farò cominciare indagini sulla collusione tra case farmaceutiche. I prezzi di farmaci simili si alzano nello stesso momento. Quello che dobbiamo fare è gettare in carcere questa gente se scopriamo che si mettono d’accordo sul prezzo”. Un centinaio di canadesi aspettava l’arrivo di Sanders con cartelli che dicevano: “L’insulina è un diritto umano”. Quindici associazioni canadesi del settore però hanno spedito una lettera al governo: “Gli americani si prendono tutta l’insulina, non ci basterà”. 

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  • Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione. Segui la pagina Facebook (https://www.facebook.com/news.danieleraineri/)