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Il discorso di Ursula von der Leyen all'Europarlamento

Dall'economia alla web tax, dall'ambiente all'immigrazione. Alle 18 il voto a Strasburgo: sì di popolari e liberali, in forse socialisti e conservatori. La contraddittoria posizione del gruppo sovranista

16 Luglio 2019 alle 11:05

Ursula von der Leyen ha citato suo padre che alla fine della sua vita diceva: “l’Europa è come un matrimonio. L'amore potrebbe non essere più forte come il primo giorno, ma diventa più profondo”. La candidata presidente della Commissione europea, nel suo discorso all'Europarlamento – che alle 18 di oggi voterà a scrutinio segreto – ha spaziato su diversi temi: dall'ambiente all'immigrazione, dalla Brexit (“Se servirà più tempo per motivi validi” l'Unione europea potrà concedere una proroga) allo stato di diritto (“Non si possono fare compromessi quando si tratta di difendere la libertà e lo stato di diritto”). Le ultime parole del ministro della Difesa tedesco sono indirizzate a “chi vuole rafforzare l'Europa”, che potrà essere sicuro di “avermi dalla sua parte, ma sarò nemica di chi vuole indebolirla. Possiamo discutere ma non possiamo dimenticare i motivi che ci hanno portato a formare questa alleanza. Chiamo tutti gli europei a fare la loro parte. Lunga vita all'Europa, viva l'Europa”.

  

Qui il programma di Ursula von der Leyen

        

Democrazia europea

“Se il Parlamento vota a favore di una iniziativa legislativa, mi impegno a proporre un atto legislativo”. Von der Leyen interviene su un punto molto delicato perché l'esecutivo Ue è la sola istituzione europea a disporre del monopolio di iniziativa legislativa. Il Trattato prevede già la possibilità per il Parlamento di chiedere alla Commissione un intervento legislativo tuttavia
non c'e' un uso sistematico di tale possibilità. L'apertura di von der Leyen in questa direzione è un tassello dell'operazione “seduzione” degli eurodeputati per superare il cosiddetto “deficit democratico”.

   

Lavoro, economia, flessibilità

“Serve una Europa più sociale, con un meccanismo di riassicurazione europea della disoccupazione e un quadro per un salario minimo su scala europea”, ha spiegato von der Leyen a Strasburgo. “Dobbiamo garantire un salario minimo che consenta una vita dignitosa”.

   

“La dignità del lavoro è sacra”, scrive infatti nel suo programma. “Entro i primi 100 giorni del mio mandato, proporrò uno
strumento legale per garantire che ogni lavoratore in Ue abbia un salario minimo equo. (...) Dovrebbero essere fissati salari minimi secondo le tradizioni nazionali, attraverso contrattazione collettiva o disposizioni di legge”.

  

E ribadisce in Aula quanto assicurato ieri ai socialisti in una lettera: sul patto di stabilità “servono riforme e investimenti. Dobbiamo far sì che possa essere utilizzata” a questo fine “tutta la flessibilità prevista dalle regole. Non è il popolo che serve l'economia, ma è l'economia che è al servizio del nostro popolo”.

  

Migrazioni

“In mare c'è l'obbligo di salvare le vite. La Ue deve e può difendere questi valori”, ha detto la presidente designata. “Dobbiamo salvare le vite ma non è sufficiente: dobbiamo lottare contro i trafficanti di esseri umani, assicurare le nostre frontiere esterne e tutelare il diritto asilo tramite corridoi umanitari”. Von der Leyen ha ribadito che è necessaria una modifica del regolamento di Dublino – che pone in capo ai paesi di primo arrivo gli oneri legati agli arrivi dei migranti – oltre a rafforzare la missione Frontex portandola a 10 mila effettivi “non entro il 2027, ma molto prima, come minimo entro il 2024”.

“Dobbiamo modernizzare il nostro sistema di asilo europeo. Possiamo avere confini esterni solo se diamo abbastanza aiuto agli stati membri che affrontano le maggiori pressioni, solo a causa di dove sono posizionati sulla carta geografica. Serve solidarietà: dobbiamo aiutarci gli uni con gli altri e serve un nuovo modo di condividere gli oneri” legati all'immigrazione.

   

Web tax

“Bisogna riconciliare la dimensione di mercato con quella sociale e introdurre una fiscalità giusta che riguardi settori come quello del digitale”, ha detto Ursula von der Leyen. “È bene che i giganti del web facciano degli utili in Europa, siamo un mercato aperto ma se realizzano questi utili con i nostri lavoratori, la nostra istruzione, la nostra previdenza sociale e le nostre
infrastrutture non è accettabile che facciano questi utili senza pagare le tasse. Se vogliono avere dei benefici devono avere degli oneri”.

    

Green deal

Rispetto agli investimenti per un'economia senza emissioni di Co2, von der Leyen ha aggiunto che “dobbiamo avere un'economia forte perché se vogliamo spendere prima occorre guadagnare”. L'Europa deve arrivare alla “neutralità climatica entro il 2050”, per questo proporrò un “Green deal” nei primi cento giorni perché l'obiettivo 2050 possa essere tradotto in legge”, ha dichiarato. “Serve un piano di investimenti europeo sostenibile, un branca della Bei deve diventare una banca per il cambiamento climatico”, una delle “sfide pressanti” per l'Ue, secondo la candidata. “Voglio che l'Europa diventi il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050”, ha detto la ministra tedesca. “Per realizzare questo obiettivo dobbiamo compiere passi coraggiosi insieme. Il nostro obiettivo di ridurre le emissioni del 40 per cento entro il 2030 non è sufficiente”, è necessario “andare oltre” puntando a una riduzione delle emissioni “del 50, se non 55 per cento”.

   

Oggi si vota: chi è a favore e chi contro

  

Sta emergendo il quadro delle posizioni dei gruppi del Parlamento europeo nel corso del dibattito che si sta svolgendo in
queste ore sulle dichiarazioni di Usula von der Leyen. Il gruppo dei liberali e dei macroniani la voterà. Critico il gruppo euroscettico dei Conservatori e Riformisti che però chiedono chiarimenti riservandosi di decidere sulla base delle risposte di von der Leyen.

 

 

Il discorso del ministro tedesco è stato a lungo applaudito, anche da forze politiche che non voteranno a favore, come i Verdi. Il gruppo dei popolari al parlamento europeo, il più numeroso con 182 deputati, voterà compatto per la presidente designata, ha confermato il capogruppo Manfred Weber. Circa due terzi (se non tre quarti del gruppo) è schierato per il sì. “Dobbiamo poterci fidare gli uni degli altri – ha detto Weber – solo così l'Europa va avanti. Così come due settimane fa abbiamo sostenuto il candidato socialista alla guida del Parlamento, il presidente David Sassoli, ci aspettiamo che gli altri facciano lo stesso con von der Leyen”. I popolari, dove siede Forza Italia, appoggiano dunque la candidata, nonostante i malumori nella Cdu bavarese, che ha mal digerito l'uscita di scena dello spitzenkandidat Weber.

   

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La presidente del gruppo dei socialisti Iratxe Garcia ha fatto sapere di avere apprezzato le aperture di von der Leyen, in particolare le proposte sulla web tax e sullo stato di diritto, ma dice che deciderà nel pomeriggio se votare o meno la candidata alla guida della Commissione. E anche i 28 eurodeputati della Lega sono aperti “in linea di massima” a votare a favore della presidente designata, come spiega il capogruppo di Identità e Democrazia Marco Zanni all'Agi. Ma nel dibattito che è seguito, Joerg Meuthen ha parlato a nome del gruppo presieduto da Zanni e ha detto: “Noi del nostro gruppo dopo un'analisi attenta riteniamo che lei non sia in grado di rispondere a questi requisiti. Ci promette ancora più centralizzazione, più tassazione e più attribuzione di competenze (all'Ue). Noi voteremo contro di lei”. Vale anche per la Lega?

 

 

“Sono sollevata di sapere che non avrò il vostro sostegno. Per me è un premio per quello che ho fatto”, ha risposto von der Leyen.

 

  

Le uniche certezze al momento sono il rispetto dell'equilibrio di genere, che la candidata considera imprescindibile: “Intendo realizzare una perfetta parità di genere nella prossima Commissione. Se i governi non presenteranno un numero sufficiente di candidati donne non esiterò a chiedere altri nomi”, ha detto.

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