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Così l'ultradestra francese preparava un attacco contro gli ebrei

Cinque persone arrestate per “associazione a delinquere con finalità di terrorismo”. Volevano colpire la riunione annuale del Crif, il massimo organo di rappresentanza della comunità ebraica

11 Giugno 2019 alle 19:51

Così l'ultradestra francese preparava un attacco contro gli ebrei

La polizia francese impegnata in un'operazione antiterrorismo in un'immagine di repertorio (foto LaPresse)

Parigi. Si erano dati un nome, “L’Oiseau Noir”, comunicavano attraverso un forum su internet e anche se le modalità non erano ancora ben definite, avevano le idee chiare sui bersagli da colpire: i musulmani e gli ebrei. Cinque uomini appartenenti all’ultradestra francese, di cui tre maggiorenni e due minorenni, sono stati arrestati tra settembre 2018 e maggio 2019 nel quadro di una maxi inchiesta per “associazione a delinquere con finalità di terrorismo”, secondo quanto riferito da una fonte giudiziaria al sito 20minutes, confermando le informazioni diffuse in tarda mattinata da Bfm.tv.

 

Quattro dei cinque sospetti sono in libertà vigilata, il quinto è in custodia cautelare. Stando a quanto riferito al Monde da una fonte vicina al dossier, i contorni del progetto di attentato erano “mal definiti”, ma i cinque sospetti nelle loro conversazioni evocavano l’intenzione di attaccare “un luogo di culto musulmano o ebraico”. Bfm.tv, citando un’altra fonte, ha riferito che uno degli obiettivi era la convenzione annuale del Crif, il massimo organo di rappresentanza degli ebrei francesi (l’aspetto più inquietante è che soltanto una settimana fa, a Marsiglia, è stato arrestato un trentenne neonazista che, dopo aver proferito insulti antisemiti sui social network, aveva minacciato di compiere una strage di ebrei proprio a una cena del Crif nella città focea).

 

Il lavoro delle autorità francesi per smantellare il gruppuscolo di ultradestra è iniziato lo scorso 7 settembre con l’arresto di un individuo nel quadro di un’inchiesta condotta dalla procura di Grenoble. A casa dell’uomo, gendarme volontario aggiunto (i Gav, sono i giovani che hanno meno di 26 anni, vengono assunti con un contratto determinato e aspirano a lavorare nella gendarmeria nazionale, ndr) sono state ritrovate munizioni di kalashnikov, prodotti esplosivi, una pistola Glock e un fucile. La procura, rapidamente, ha aperto un fascicolo giudiziario, affidando le investigazioni ai servizi di gendarmeria. E da una “semplice” detenzione di armi, è venuta a galla l’esistenza di un progetto di attacco terroristico. Di seguito, sono state fermate altre due persone, e a gennaio le investigazioni sono passare sotto il controllo della procura antiterrorismo di Parigi. Il 15 gennaio 2019 è stata aperta l’inchiesta per “associazione a delinquere con finalità di terrorismo”, e a fine maggio sono stati fermati gli ultimi due individui del gruppuscolo “L’Oiseau Noir”: il più giovane dei due, sotto accusa dal 23 maggio, è un ragazzo di 15 anni, secondo le informazioni di Bfm.tv.

 

Negli ultimi due anni, diversi progetti di attentato orchestrati dai milieu dell’ultradestra francese sono stati sventati. Lo scorso novembre, la Dgsi, i servizi segreti interni, hanno fermato sei persone sospettate di voler attaccare il presidente della Repubblica Emmanuel Macron. Nell’ottobre del 2017, Oas, gruppuscolo diretto da un ex militante dell’Action Française, Logan Nisin, è stato smantellato prima che potessero concretizzarsi i progetti di attacco contro dei ristoranti kebab di Marsiglia e il leader della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon (France Insoumise). Nel giugno del 2018, la Dgsi ha sciolto anche l’Action des forces opérationnelles (Afo), organizzazione che voleva lottare con le armi “contro il pericolo islamista”.

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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