cerca

Arrivano i Barbari!

Gran debutto dei sovranisti al Parlamento Ue. Lady Eurexit cerca la sala fitness e Giarrusso gira filmini

8 Giugno 2019 alle 06:00

Arrivano i Barbari!

Foto LaPresse

Bruxelles. Al suo primo giorno di scuola al Parlamento europeo, la pasionaria presidente di “Eurexit” Francesca Donato ha individuato subito priorità e luoghi da cui lanciare l’assalto all’euro e alle sue regole. Giovedì, dopo essere stata accolta da uscieri e funzionari per espletare le prime formalità, quella che il mondo sovranista di Twitter conosce come @ladyonorato si è fatta accompagnare per un giro dei palazzi dentro cui verrà decisa la politica Ue dei prossimi cinque anni ed è stata intercettata da un gruppo di giornalisti giusto davanti allo “Sports club”. La neo onorevole Donato è entrata nella palestra dell’Europarlamento, ha preso un volantino con i prezzi di abbonamenti e trattamenti, ha fatto un giro tra macchine per i muscoli, campi da squash e saune, prima di riemergere dal sottosuolo, mentre all’uscita un collaboratore attendeva con il kit di benvenuto del Parlamento europeo in mano.

  

L’arrivo delle matricole della nuova legislatura è sempre uno spettacolo all’Europarlamento. Un po’ spaesati, il più delle volte carichi di entusiasmo, ma già stanchi per i molti viaggi che dovranno fare in auto-treno-aereo per arrivare a Bruxelles e Strasburgo, i neoeletti sono oggetto di tutte le cure: cartellino provvisorio per muoversi liberamente, seminario specifico, apertura di un conto in banca. I giornalisti si accampano al desk dove si fa l’accoglienza, consapevoli che l’aria Transatlantico durerà solo qualche giorno, perché poi ricominciano le corse tra commissioni, gruppi politici e plenaria. Il più atteso dai giornalisti stranieri questa settimana era Silvio Berlusconi: ha davvero comprato una villa? Il Cav. non si è visto e il mistero è rimasto. Antonio Maria Rinaldi era in campagna elettorale. Voci non verificate davano Carlo Calenda fermato a Roma da un mal di schiena. Un comico tedesco ha rubato il ruolo a Beppe Grillo, che cinque anni fa veniva inseguito dai giornalisti nei pub attorno all’Europarlamento dove si riuniva con Nigel Farage per formare il loro gruppo che potrebbe continuare in questa legislatura. Il M5s le ha provate tutte. No dei Liberali. No dei Popolari. No dei Verdi. No degli euroscettici polacchi. Martedì i loro 14 deputati si sono ritrovati fuori dall’Europarlamento per una foto di gruppo. Giovedì l’ex Iena Dino Giarrusso ha trascorso una buona mezz’ora a girare e rigirare un filmino che non gli veniva.

    

Dicono che Giarrusso si occuperà di pesca, ma se il M5s non troverà spazio in un gruppo l’attività principale rischia di diventare la pubblicazione di video sui social. @ladyonorato di tempo in palestra potrebbe passarne molto, e non solo perché per uscire dall’euro occorrono muscoli ed energia. Prima del 26 maggio l’avvocato Donato spiegava all’Adnkronos che avrebbe fatto parte di “un fronte che raggiungerà il 30-35 per cento degli europarlamentari, numeri che ci permetteranno di bloccare l’attività o decidere per la formazione della nuova Commissione”. Invece, il gruppo di Matteo Salvini e Marine Le Pen si ritrova con appena 73 eurodeputati su 751, in quinta posizione superato perfino dai Verdi. Gli europeisti hanno organizzato una coalizione jumbo per scrivere il programma della prossima legislatura, spartirsi i posti e costruire un grande cordone sanitario attorno ai Barbari, che almeno potranno tenersi allenati per la prossima volta con videocamere e Technogym.

David Carretta

Corrispondente a Bruxelles per Radio Radicale. Da nove anni copre le istituzioni europee e altri eventi internazionali e cura una rassegna della stampa internazionale. Dal 2004 collabora regolarmente con il Foglio, scrivendo di Europa, Nato, relazioni transatlantiche, politica francese e Belgio. E' stato militante radicale, assistente al Parlamento europeo e tesoriere di Non c'è Pace senza Giustizia. Dopo un decennio a contatto con le istituzioni europee, il suo euro-entusiasmo si è trasformato in euro-realismo: l'Europa è quello che è, ma se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Così anche per i radicali.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Abele

    Abele

    08 Giugno 2019 - 09:15

    Grandioso, bravo David!

    Report

    Rispondi

Servizi