I deputati sovranisti saranno 113

David Carretta

Abbiamo fatto i conti tra tutti i partiti anti sistema che hanno portato almeno un rappresentante al Parlamento Ue. Salvini e Le Pen puntano a un'alleanza con Farage

Un eventuale gruppo tra la Lega, il Rassemblement National e il Brexit party potrebbe raccogliere fino a 113 deputati nel prossimo Parlamento europeo. L'attuale gruppo di estrema destra “Europea delle libertà e delle nazioni” (Efn) dovrebbe ottenere 58 eletti. Oltre ai 28 deputati della Lega e ai 22 del Rassemblement National, ci sono tre eletti per la Fpö in Austria, 2 per l'estrema destra fiamminga del Vlaams Belang in Belgio, 2 eletti per la Spd in Repubblica ceca.

 

 

Ma Matteo Salvini e Marine Le Pen dovrebbero sciogliere l'attuale gruppo per formarne uno nuovo, potenzialmente molto più ampio, con il nome di “Alleanza europea dei popoli e delle nazioni” che potrebbe fare concorrenza ai liberali dell'Alde per diventare la terza forza dell'Europarlamento. Negli scorsi giorni, Salvini ha annunciato un possibile accordo con Nigel Farage che, con i suoi 29 eletti, potrebbe aumentare il peso della “Alleanza europea dei popoli e delle nazioni” (ora il Brexit Party è nell'Europa delle libertà e della democrazia diretta, con il M5s di Luigi Di Maio, e non c'è ancora una posizione ufficiale sull'eventuale cambiamento). Al nuovo gruppo di estrema destra dovrebbe aderire Alternativa per la Germania con i suoi 11 eletti (anche l'AfD è oggi parte del gruppo Europa delle libertà e della democrazia diretta). Alla nuova “Alleanza europea dei popoli e delle nazioni” di Salvini e Le Pen hanno già aderito i Veri Finlandesi (2 deputati), il Partito del popolo danese e il partito EKRE in Estonia, ciascuno con un seggio.

 

Più incerta invece è la scelta che faranno altri partiti sovranisti: Vox in Spagna (3 seggi), il Forum per la Democrazia in Olanda (3 seggi), ĽSNS in Slovacchia (2 seggi). I democratici svedesi, che hanno ottenuto 3 eletti, hanno detto nelle scorse settimane di non volersi alleare con Salvini. Alcuni partiti di estrema destra – Jobbik in Ungheria e Alba Dorata in Grecia – dovrebbero rimanere tra i non-iscritti: sono considerati troppo estremisti.