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In Venezuela Guaidó dice di avere l'appoggio dell'esercito

"Oggi le Forze Armate stanno dalla parte del popolo, dalla parte della Costituzione”, ha detto il presidente dell’Assemblea Nazionale. Al suo fianco c'è pure Leopoldo López

30 Aprile 2019 alle 13:47

In un video trasmesso dalla base aerea La Carlota in Caracas il presidente dell’Assemblea Nazionale e proclamato presidente a interim Juan Guaidó è apparso attorniato da militari. Assieme a lui c'era anche Leopoldo López: leader del suo partito che sta scontando ai domiciliari una condanna a 13 anni.

 

 

“Valorosi uomini, fedeli alla Costituzione, hanno risposto alla nostra chiamata”, ha detto Guaidó. “La cessazione definitiva dell’usurpazione è iniziata oggi. Oggi le Forze Armate stanno dalla parte del popolo, dalla parte della Costituzione”.

 

Poco prima della mezzanotte locale di lunedì (le sei del mattino in Italia), il presidente dell’Assemblea Nazionale ha annunciato la fine di quella che ha chiamato “la fase finale della Operación Libertad”. Per il primo maggio era stata convocata una mobilitazione popolare annunciata come una possibile spallata definitiva al regime di Maduro, ma con questa azione sembra che tutto sia stato anticipato.

 

Il governo di Maduro aveva appena celebrato l’uscita dall’Osa e aveva anche fatto sapere che aveva già preparato una cella per Guaidó. Via Twitter il ministro delle Comunicazioni di Maduro Jorge Rodríguez ha assicurato che la rivolta militare era stata domata. Eppure, poco dopo, un intervento tv del numero due del regime, Diosdado Cabello, ha ammesso implicitamente che in realtà La Carlota è ancora in mano ai ribelli. Gli attacchi che ha lanciato agli Stati Uniti e la chiamata ai fedeli al regime ad accorrere per difendere il palazzo presidenziale lasciano infatti intendere una certa preoccupazione, nonostante le dichiarazioni ufficiali di Caracas. Intanto il governo colombiano ha chiamato alla immediata convocazione del Gruppo di Lima.

 

Le reti social del Venezuela sono state quasi del tutto interrotte, ma arrivano comunque le immagini delle dirette televisive della mobilitazione di mezzi militari nelle strade. 

 

Fuori dal confine venezuelano ci sono state le prime reazioni. “Ora è il momento di scendere in piazza”, esorta il senatore americano Marco Rubio.

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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