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Il progetto di Assange tra Putin, Trump e Correa. Con una spruzzata di antisemitismo

Il paladino dei populisti non è un giornalista, ma ha un’agenda politica precisa. Si vede anche da chi lo difende

13 Aprile 2019 alle 06:15

Il progetto di Assange tra Putin, Trump e Correa. Con una spruzzata di antisemitismo

foto LaPresse

Milano. Dopo sette anni trascorsi nell’ambasciata ecuadoriana a Londra con il suo gatto (sporcando un po’ ovunque, maltrattando un po’ tutti), Julian Assange, fondatore di Wikileaks, è stato arrestato giovedì dalle autorità inglesi: l’Ecuador gli ha revocato lo status di rifugiato politico, il Regno Unito deve decidere della sua estradizione, gli Stati Uniti lo accusano di cospirazione con l’ex soldato Chelsea Manning per l’hackeraggio di un computer del Pentagono che ha portato alla pubblicazione, nel 2010, di documenti segreti americani....

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Commenti all'articolo

  • Saverio Gpallav

    13 Aprile 2019 - 21:09

    Assange è un martire della libertà di informazione. ha svelato verità indicibili .. comorensibile che certi apparati ne chiedano la testa. meno che alcuni preferiscano la dose di menzogne quotidiane propinate dai media di regime piuttosto che conoscere verità scomode. é la mentalità dei servi nei conftonti del padrone

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  • guido.valota

    13 Aprile 2019 - 19:07

    Casomai saltasse la Casaleggio abbiamo pronto il nuovo profeta M5$.

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