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La giustizia alternata cinese

Huawei fa causa all’America, Meng al Canada. Ma a Pechino non si può

7 Marzo 2019 alle 20:21

La giustizia alternata cinese

Foto LaPresse

La guerra tra l’America e il colosso delle telecomunicazioni cinese Huawei si complica con nuove vicende che potrebbero influenzare ancora di più i rapporti tra Washington e Pechino. Ieri la compagnia di Shenzhen ha annunciato che farà causa allo stato americano: secondo Huawei le leggi sulla Difesa approvate lo scorso anno dal Congresso, che vietavano agli organi federali di usare tecnologie provenienti dalla Cina – legge che di fatto ha avuto come conseguenza quella di mettere alla porta le aziende cinesi Huawei e Zte – sono incostituzionali proprio perché non hanno dato una linea di indirizzo globale ma hanno punito direttamente loro. E questa punizione, dice Huawei, è stata decisa senza presentare alcuna prova relativa alla presunta violazione delle leggi sullo spionaggio. In pratica, in un mondo di libero commercio e di concorrenza leale, l’America avrebbe limitato il raggio d’azione di Huawei. “Non abbiamo altra scelta che contestare la legge in tribunale”, ha detto il presidente Guo Ping. Bene, anzi benissimo: uno dei princìpi fondamentali dello stato di diritto è affidarsi alla legge, e alla terzietà dei giudici, per far valere un proprio diritto che si considera violato.

 

Ma appunto: lo stato di diritto. E la democrazia. È un problema fondamentale e d’identità per Huawei, visto che la legge per lo spionaggio di recente applicazione in Cina dice che ogni azienda è obbligata a consegnare tutti i dati in suo possesso nel caso in cui il governo ne facesse richiesta.

 

Meng Wanzhou, la direttrice finanziaria di Huawei e figlia del fondatore, arrestata a Vancouver a dicembre su richiesta dell’America, qualche giorno fa ha fatto causa al governo canadese e alla polizia di frontiera per “gravi violazioni” dei suoi diritti civili durante il suo arresto in aeroporto. Avrebbe potuto fare lo stesso in Cina? Ovviamente no. A Pechino far causa al governo non si può, ma allora com’è possibile invocare i princìpi democratici a giorni alterni, e come è possibile fidarsi?

Redazione

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