I furgoncini di Verhofstadt contro Orbán

Micol Flammini

L’Ungheria continua a incitare all’odio contro Bruxelles, pur prendendone i fondi. E adesso dei cartelloni in giro per la capitale belga lo denunciano

Girano per le strade di Bruxelles degli enormi cartelli con la scritta: “Prima prende i nostri soldi, ora vuole distruggere l’Europa”. Il soggetto, raffigurato anche nel manifesto è Viktor Orbán, il primo ministro dell’Ungheria. L’iniziativa di far girare per Bruxelles, con particolare insistenza di fronte all'ambasciata di Budapest, questi furgoncini è del capogruppo dell’Alde Guy Verhofstadt.

 

 
“E’ una risposta alla continua e inesorabile campagna mediatica di Orbán e Fidesz che attaccano i valori europei”, ha detto il capogruppo dell’Alde. Attacchi che lui stesso e l’eurodeputata Judith Sergentini hanno subìto di recente.

  

 
Ma al di là di attacchi ad personam e al di là degli indubbi discorsi antieuropei, la frase che i camioncini di Verhofstadt espongono e trasportano per le strade della capitale belga non è priva di fondamento. Il giorno in cui a Budapest il primo ministro ungherese ha pronunciato il discorso per commemorare la rivoluzione del 1956 contro sovietici, disse che la nuova invasione contro cui l’Ungheria deve combattere viene da Bruxelles. In quell’occasione il governo mise a disposizione dei pulmini per permettere agli ungheresi di ascoltare il discorso antieuropeista del primo ministro. I minivan erano decorati con la bandiera europea, segno che erano stati acquistati con i fondi di Bruxelles.

  

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