Conte alla Casa Bianca per il vertice con Trump di luglio 2018 (foto LaPresse)

Mediatori senza strategia

Redazione

Le attese per la colazione Conte-Trump sull’Iran sono molto esagerate

La Stampa di domenica descriveva con toni elogiativi l’ascendente che il premier Giuseppe Conte potrebbe esercitare sul presidente americano, Donald Trump. Si incontreranno in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu durante la colazione offerta dal segretario António Guterres. L’Italia farebbe da “mediatore” tra gli Stati Uniti e l’Iran in seguito alla decisione americana di ripristinare le sanzioni alla Repubblica islamica con l’obiettivo di negoziare un nuovo accordo che rappresenterebbe una retromarcia da parte di Trump. Ci sono incongruenze tra la possibilità che Conte faccia da “mediatore” e l’atteggiamento del governo italiano finora. Già a luglio, con il ripristino delle sanzioni e conseguenti sanzioni secondarie ai paesi che continuano a fare affari con Teheran, l’Italia era apparsa come l’unico paese europeo che anziché schierarsi contro la decisione americana non aveva preso una posizione. All’interno del governo, inoltre, non c’è una concordanza di intenti. Secondo indiscrezioni, la Lega aveva bloccato una proposta di Unioncamere e Movimento 5 stelle per creare una banca dedicata all’Iran con l’obiettivo di aggirare le sanzioni e continuare a fare affari con il regime ierocratico. La proposta si allinea all’idea di creare un istituto che commerci solo con l’Iran in euro a livello europeo, una strategia che l’Austria sta perseguendo anche in solitaria. Pare difficile che l’Italia, con una posizione ondivaga, possa riuscire a fare cambiare idea a Trump, il quale sembra deciso a non indietreggiare. Sarebbe troppa grazia per un governo confuso.

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