Le Pen si congratula con Salvini: "Vittoria contro l'Ue"

Redazione

La presidente del partito dell'estrema destra francese Front National, Marine Le Pen, si è congratulata con la Lega e con Matteo Salvini per la formazione del governo con il M5s. Per la presidente del partito sovranista d'oltralpe si tratta di "una vittoria della democrazia contro le intimidazioni" di Bruxelles. "Congratulazioni alla coalizione, a Matteo Salvini e alla Lega, che stanno finalmente formando il nuovo governo italiano, una vittoria della democrazia sulle intimidazioni e le minacce dell'Unione Europea, nulla impedirà il ritorno dei popoli sulla scena della storia!", ha twittato il capo del Front National.

  

 

"I nostri alleati arrivano al potere e aprono prospettive strabilianti, innanzitutto con il grande ritorno delle Nazioni", aveva twittato Le Pen il 21 maggio scorso. La Lega di Matteo Salvini è alleata del Fn nel Parlamento europeo, nel quale sono seduti insieme tra i banchi del ENF, Europa delle Nazioni e della Libertà, che tra i suoi membri conta anche il Partito della Libertà Austriaco (Fpoe), nazionalista e di destra populista. Salvini ha più volte ribadito di essersi ispirato a Le Pen per dare al Carroccio una dimensione sovranista e antieuropeista piuttosto che proseguire la storica linea federalista e antimeridionale. E se fino alle scorse elezioni la Lega era stata l'anello debole, ora sarà Le Pen a dover trarre energie dal successo dell’alleato italiano.

  

Mentre riguardo a possibili contatti con il movimento di Beppe Grillo, la leader sovranista francese spiegava: "Che ci siano contatti o meno, le idee opposte all'Unione europea per come esiste oggi continuano ad avanzare. Vale anche per i danesi, per gli svedesi. Non abbiamo legami organici con loro ma tutti partecipano comunque alla stessa dinamica, che punta a rimettere in questione l'Unione europea attuale, difesa da Emmanuel Macron e Angela Merkel. Il loro e il nostro sono due progetti che si oppongono, è questa ormai la grande divisione politica a livello europeo. Da una parte ci sono loro, i post-nazionali, i 'mondialisti'. Dall'altra ci siamo noi, i 'nazionali', sempre più forti in ogni Paese. Guardate anche al voto austriaco".

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