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Anche la Danimarca vieta il burqa e il niqab

Dopo Francia, Belgio, Olanda e Austria anche Copenaghen approva una legge contro il velo che copre interamente il volto. "E' contro i camuffamenti", dice il governo. "Va contro i diritti umani", replicano le ong

31 Maggio 2018 alle 15:50

Anche la Danimarca vieta il burqa e il niqab

Oltre all'Austria, alla Francia e al Belgio, ora anche la Danimarca ha vietato alle donne musulmane di indossare in luoghi pubblici i veli che coprono integralmente o in parte il loro volto, come il niqab e il burqa. Giovedì il Parlamento di Copenhagen, con il voto favorevole di 75 rappresentanti contro 30 (e 74 assenti), ha approvato la legge proposta dal governo di coalizione del centrodestra. 

 

L'iniziativa non intende penalizzare alcuna confessione in particolare, ha detto l'esecutivo: gli altri tipi di velo usati dai musulmani e i tradizionali copricapi ebraici non saranno banditi. "Questo non è un divieto sugli abiti religiosi, è un divieto contro i camuffamenti", aveva detto lo scorso ottobre il portavoce del Partito liberale, Jacob Ellermann-Jensen, al momento della presentazione della proposta, che è stata sostenuta anche dal più grande partito del paese, quello dei socialdemocratici.

 

Dal primo agosto chi infrangerà il nuovo provvedimento dovrà pagare una multa di mille corone (circa 135 euro). L'impatto della legge sarà comunque limitato, dato che in Danimarca sono poche le donne che indossano burqa o niqab. Ong internazionali come Amnesty International protestano contro il divieto, accusato di violare i diritti umani. Gabri van Gulik, il direttore di Amnesty in Europa, ha detto all'agenzia Associated Press che "tutte le donne dovrebbero essere libere di indossare i vestiti che esprimono la loro identità e la loro fede. Questo divieto avrà un impatto negativo sulle donne musulmane che scelgono di solito di indossare il burqa o il niqab. Le criminalizza". 

 

Lo stesso Gulik ha ammesso che qualche restrizione è ammissibile ma solo – ha detto – per garantire la sicurezza e l'identificazione delle donne in determinati contesti. 

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Commenti all'articolo

  • fred3000

    01 Giugno 2018 - 14:02

    E noi, invece, continuiamo a mandare in giro potenziali bombe umane, tanto, sotto il niqab, non si sa chi c'è!!! Da domani vado in giro con la maschera di Jason

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  • carloalberto

    31 Maggio 2018 - 22:10

    Cari foglianti romani, se vi fate una passeggiata a Torpignattara avrete occasione di incontrare qualche donna col velo che le copre interamente il viso tranne gli occhi. Il bello è che quella zona era tradizionalmente rossa fanatica: se negli anni Ottanta un ragazzo di lì andava bene a scuola o si vestiva con una semplice giacca, veniva preso a insulti, accusato di essere "raccomandato da Andreotti" solo perché portava gli occhiali (non sto scherzando, è successo veramente!), i bambini a scuola dalle suore ripetevano la propaganda comunista sullo Stato che "deve dare il lavoro a tutti" e via dicendo. Poi molta gente si è trasferita in quartieri ancora più periferici ma di nuova costruzione, come Ponte di Nona, e lì sono rimasti i più balordi (quelli che la notte la passano nel Pronto Soccorso dell'ospedale Vannini insultando le persone normali che aspettano i pazienti o sono ricoverate) e sono arrivati gli immigrati musulmani e cinesi, che hanno occupato quasi tutti i negozi.

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