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Trump accoglie i tre prigionieri che erano detenuti in Corea del nord

I tre cittadini americani sono atterrati stanotte nella base militare di Andrews. E' una delle principali vittorie diplomatiche di questa Amministrazione, in vista dell'incontro con Kim Jong-un

10 Maggio 2018 alle 10:56

Ieri, qualche ora dopo la notizia della loro liberazione, Donald Trump aveva twittato: “Sono lieto di annunciare che il segretario di stato Mike Pompeo sta rientrando dalla Corea del nord con tre persone che tutti vogliono rivedere, sembrano in buona salute. Sarò lì ad accoglierli”. Le tre persone sono Tony Kim e Kim Hak-song, cittadini americani di origini coreane, e Kim Dong-chul, nato in Corea del sud e con la cittadinanza americana. Tutti e tre erano detenuti in Corea del nord. In vista dell’incontro tra il presidente americano e il leader nordcoreano Kim Jong-un, come gesto “di buona volontà”, Pyongyang ha deciso di liberarli. 

 

 

Stanotte, intorno alle 2.30 ora locale, i tre prigionieri sono arrivati nella base militare di Andrews, nel Maryland. E Trump, insieme alla moglie Melania, era sulla pista ad accoglierli (con loro c'era anche il vicepresidente Mike Pence e il segretario di stato Mike Pompeo). Il presidente americano ha detto di avere “molto apprezzato” il fatto che Kim Jong-un li abbia rilasciati prima del loro incontro. E ha aggiunto che il suo obiettivo principale resta la “denuclearizzazione” della Corea. “Sono molto onorato - ha detto - di avere aiutato queste persone fantastiche, ma il vero successo sarà quando riusciremo a eliminare le armi nucleari”.

 

  

Ricevendo i tre prigionieri, Trump ha anche rivolto un pensiero alla famiglia di Otto Warmbier, studente americano arrestato in Corea del nord, rilasciato per “motivi umanitari” a giugno 2017 dopo essere stato quasi un anno in coma e morto al suo rientro negli Stati Uniti. 

 

Tony Kim, Kim Hak-song e Kim Dong-chul hanno ringraziato il governo degli Stati Uniti, il presidente Trump e il popolo americano: “Ringraziamo Dio e tutte le nostre famiglie e gli amici che hanno pregato per noi e per il nostro ritorno, Dio benedica l'America, la più grande nazione del mondo”.

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Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    10 Maggio 2018 - 18:06

    Gli orfani di Barack & Illary rosicano. Donald, l’ “impresentabile”, gli sta smontando tutti i totem. Dall’immigrazione al fisco, dall’universo ideologicamente corretto dei pro-choise e del climate changing al terrorismo (oooops!...”islamico”), dalla (scorrettissima) esaltazione della “Grande Europa della cultura e della fede” contro quella dell’autodemolizione e delle scartoffie gridata nel suo viaggio in Polonia, alle intemerate, solo contro tutti, in difesa degli ebrei dall’islamofilia che affligge la comunità internazionale (“E’ il momento di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele”)… Ed ora, dopo la Corea del Nord, la perla sull’ Iran. Sempre solo contro tutti. Spiace che a rosicare sono anche, ed inopinatamente, i devoti del conservatorismo “nevertrump” che ancora vedono nell’aranciocrinito Donald un impostore piuttosto che un’opportunità: ma capiranno. Confido in Gomez Davila. Quello di: “Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega".

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  • luigi.desa

    10 Maggio 2018 - 14:02

    Trump presidente distruttore qualcuna ne azzecca. Ma il pregiudizio preparato a tavolino non cederà e gli scurnacchiati di tutto il mondo continueranno a lanciargli ,come si dice in linguaggio cafone,poppò.

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