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Cuba di miseria e dignità

Il castrismo eterno, le code per la carne. E un modello permanente di branding. Ritrovare l’isola e il suo mito

30 Aprile 2018 alle 16:36

Cuba di miseria e dignità

Grandi cartelloni ricordano che parole come “patria” e “dovere” hanno il significato che dà loro l’organo ufficiale del Partito comunista, un senso reale, didascalico e condiviso (Foto LaPresse)

Sono le undici di sera e la calca è indescrivibile alla Fabrica de Arte Cubano, industria di oli alimentari primi Novecento trasformata qualche anno fa in spazio polifunzionale al Vedado, il quartiere dell’Avana che ospita il municipio di Plaza de la Revolución, la sinagoga, l’hotel Nacional e moltissimo verde che per lungo tempo è stato appunto “vietato” tagliare. Fra le gallerie d’artista, i palchi per i musicisti e il ristorante sul tetto si aggirano come minimo duemila persone, abito da...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    01 Maggio 2018 - 22:10

    Signora o signorina Fabiana complimenti. E` riuscita ad infilare in maniera non simpatica Trump e cita ,per combinazione , un repubblicano che non ama Trump nel suo articolo. Ha portato il suo bravo mattone per costruire il teatro ove si esibiscono le Wolf di turno.

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