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Ci sono stati dei morti negli scontri sulla Striscia di Gaza

Migliaia di palestinesi stanno protestando al confine israeliano e ci sono stati diversi tumulti. È l'inizio di una contestazione soprannominata la Grande Marcia del Ritorno e che dovrebbe durare sei settimane

30 Marzo 2018 alle 14:25

Ci sono stati dei morti negli scontri sulla Striscia di Gaza

Gaza, proteste e scontri durante le commemorazioni del Giorno della Terra (LaPresse)

Da questa mattina migliaia di palestinesi di Gaza hanno iniziato a marciare verso il confine israeliano e ci sono stati diversi scontri, con pneumatici dati alle fiamme e lancio di bottiglie Molotov e pietre. È l'inizio di una protesta, che durerà sei settimane nei piani dei palestinesi, soprannominata la Grande Marcia del Ritorno. L'esercito israeliano ha denunciato "disordini" in sei punti lungo il confine della Striscia, dove si svolgono altrettante manifestazioni coordinate. Il ministero della Salute palestinese, controllato da Hamas, parla di almeno sette persone uccise e 350 ferite, molte delle quali da colpi di arma da fuoco israeliani.

  

 

Le Forze di Difesa israeliane (IDF) sostengono che almeno 17.000 palestinesi avrebbero preso parte alla marcia di protesta e l'esercito ha confermato che le truppe hanno "sparato verso i principali istigatori" per interrompere i tumulti. Un portavoce dell'esercito israeliano ha dichiarato che "due sospetti si sono avvicinati alla barriera di sicurezza e hanno iniziato operazioni sospette. A quel punto un carro armato ha sparato contro di loro". 

  

   

La marcia è iniziata il 30 marzo, il "Giorno della terra", una data che commemora l'uccisione di sei manifestanti da parte delle forze di sicurezza israeliane durante le dimostrazioni contro la confisca delle terre nel 1976. La protesta dovrebbe terminare il 15 maggio, il giorno che i palestinesi chiamano al Nakba (la catastrofe) e che segna lo spostamento di centinaia di migliaia di persone durante il conflitto che ha seguito la creazione di Israele nel 1948.

 

Tel Aviv teme che la protesta sia un tentativo di violazione di massa del confine e, da giorni, l'esercito israeliano ha aumentato la presenza militare nell'area e ha avvertito che avrebbe reagito ai tentativi di superare la recinzione. L'IDF ha affermato di avere "rafforzato una zona militare chiusa" nell'area attorno a Gaza: avrebbe raddoppiato la presenza di truppe, secondo Bbc, e sta usando postazioni con cecchini per proteggere la zona.  

     

   

Il ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha twittato (in arabo, il che è insolito) delle accuse contro Hamas, il gruppo politico-terrorista che domina la Striscia di Gaza dal 2007, definito responsabile di "giocare con la vita dei cittadini" e ha avvertito i palestinesi a non prendere parte alle proteste. Il ministero ha detto anche che la marcia è un "tentativo deliberato di provocare uno scontro con Israele" e che "la responsabilità di ogni scontro riguarda esclusivamente Hamas e altre organizzazioni palestinesi partecipanti".

 

 

A sua volta Hamas ha accusato Israele di avere provato a intimidire i palestinesi uccidendo un contadino. Il Jerusalem Post ha riportato una rara apparizione pubblica dal leader di Hamas a Gaza, Yehiya Sinwar, incarcerato in Israele per omicidio ma liberato grazie a uno scambio con un prigioniero israeliano nel 2011. Sinwar è noto per opporsi a qualsiasi compromesso con lo stato ebraico e rifiuta il diritto di Israele di esistere. Nei giorni scorsi gli organizzatori della Grande Marcia del Ritorno avevano assicurato più volte che le proteste sarebbero state non violente, ma Tel Aviv ipotizzava che dietro agli organizzatori ci fosse Hamas. Una fonte anonima del comitato organizzatore della marcia ha detto ad Haaretz che Hamas non ha organizzato i manifestanti, ma che ha donato fondi al comitato organizzatore. Anche il fatto che Fatah, il partito palestinese “moderato”, stia di fatto ignorando le proteste, potrebbe indicare che la Marcia abbia veramente a che fare con il gruppo militante.

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    30 Marzo 2018 - 16:04

    Negli ultimi dieci giorni, per quattro volte operativi di Hamas, in due casi armati, sono riusciti a superare la recinzione e poi si sono rapidamente ritirati. Inoltre da quindici giorni Hams conduce addestramento collettivo di proprie unità. E' chiaro il sospetto che vogliano utilizzare i manifestanti come massa di manovra da mandare avanti a fare da ariete e poi infiltrare proprie unità di una certa dimensione. Intanto continua la lotta ai tunnel. l'Iran sta premendo su Hamas perchè faccia qualcosa di serio, non limitarsi a sparacchiare razzi e razzetti.

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  • galletti54

    30 Marzo 2018 - 16:04

    Credo che il Foglio, di cui sono assiduo lettore e abbonato, oltre a sostenere Israele, dovrebbe occuparsi anche dei diritti palestinesi e rappresentarli maggiormente. La recente deriva fondamentalista non cancella le ragioni storiche di questo popolo.

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