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Boko Haram ha rilasciato 76 delle 110 studentesse rapite a Dapchi

Il governo nigeriano afferma di non aver pagato alcun riscatto. Dopo aver liberato le ragazze, i miliziani hanno avvertito i genitori: non mandatele più a scuola

21 Marzo 2018 alle 16:35

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I jihadisti di Boko Haram hanno rilasciato, dopo circa un mese di prigionia, 76 delle 110 studentesse rapite a Dapchi, città nord orientale della Nigeria, lo scorso 19 febbraio. Il ministro dell'Informazione nigeriano Lai Mohammed ha dichiarato che "76 sono quelle accertate finora", aggiungendo che "il rilascio delle ragazze rapite è ancora in corso": mancano all'appello ancora 34 donne. "Le ragazze sono tornate a casa a bordo di nove veicoli e sono state lasciate davanti alla scuola alle 8 del mattino" ha detto Bashir Manzo, che coordina il gruppo di sostegno ai genitori delle studentesse sequestrate.

 

Il governo nigeriano afferma di non aver pagato alcun riscatto e ha spiegato che il rilascio è stato ottenuto "grazie a sforzi condotti attraverso canali riservati e con l'aiuto di alcuni amici della nazione". Secondo alcuni cittadini di Dapchi, le ragazze sono state riportate in città a bordo di veicoli guidati da terroristi di Boko Haram. Una fotografia scattata da un altro abitante, pubblicata anche sul New York Times, mostra uomini in mimetica e mascherati, con in braccio armi d'assalto, arrivare nel villaggio su un camion stipato di ragazze, con una bandiera nera dello Stato islamico che sventola sul veicolo mentre gli spettatori alzano le mani. Dopo aver rilasciato le prigioniere, i jihadisti avrebbero dato un avvertimento ai genitori, minacciando di ripresentarsi se le ragazze fossero tornate a scuola. 

     

Una delle ragazze rilasciate da Boko Haram ritrova suo padre a Dapchi (foto LaPresse)


   

Il rapimento

Il 19 febbraio 2018, 18 camion carichi di guerriglieri islamici sono entrati a Dapchi, che da pochi giorni era stata lasciata senza protezione dai militari di stanza nella città nigeriana al confine con Niger e Ciad. Alcuni jihadisti, pesantemente armati, avevano lanciato un assalto al villaggio. Hanno sparato in aria e fatto esplodere delle granate. Allertati dai colpi, studentesse e professori della scuola femminile Girls Science Secondary School e altri abitanti erano fuggiti nella macchia, nel timore di essere rapiti dai jihadisti. Ma la maggior parte delle allieve della scuola non aveva fatto in tempo. I guerriglieri islamisti le avevano portate via insieme a macchinari medici e tecnologici.

Una lunga scia di sangue

In una time map interattiva tutti gli attacchi che lo Stato islamico ha compiuto nel 2016 fuori dai confini della guerra

Le ragazze rapite a Chibok

Il governo e le forze di sicurezza hanno dovuto affrontare pesanti critiche per non aver impedito l'attacco, che è arrivato quasi quattro anni dopo un rapimento simile: circa 300 ragazze erano state sequestrate nella comunità settentrionale di Chibok. Nel 2014, 276 studentesse della scuola secondaria della città nello stato del Borno erano state rapite da Boko Haram. Nel maggio scorso 82 di loro sono state liberate, con molta probabilità grazie ai riscatti pagati dal governo. Altre 57 ragazze erano riuscite a scappare nei due mesi successivi al rapimento.

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