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Con gli ebrei contro la legge polacca

Giusto il sit-in della comunità di Roma di fronte all’ambasciata

7 Febbraio 2018 alle 20:51

Con gli ebrei contro la legge polacca

Foto LaPresse

La Polonia è un grande paese, con una grande storia, che ha conquistato con sofferenza ed eroismo la libertà di parola. Una legge come quella approvata il 31 gennaio scorso dal Parlamento è un tradimento di questi valori”. Si era rivolta così, e a ragione, Noemi Di Segni, presidente delle Comunità ebraiche italiane, al presidente polacco Duda prima che firmasse la norma liberticida. L’appello però era caduto nel vuoto. Come le sacrosante proteste del governo israeliano, fino al bando dei suoi ministri dal territorio polacco. Così la Comunità ebraica di Roma ha lanciato, assieme ai giovani studenti ebrei e ai Figli della shoah, un sit-in di fronte all’ambasciata di Polonia a Roma per domani alle 15.00. Il Foglio aderisce. Si tratta di esserci per ribadire, al di là delle discussioni storiche e politiche, un principio fondamentale: nell’Europa delle sinagoghe che bruciano (Göteborg), degli ebrei che scappano (Parigi) e dell’irrisione razziale, non si deve e non si può rimettere in discussione la memoria della Shoah, già usata e abusata da una internazionale di islamisti e negazionisti occidentali di varia natura. Non deve farlo uno stato membro dell’Unione europea. Le leggi plasmano le coscienze nazionali. E la coscienza dell’Europa è già fin troppo malata di antisemitismo per accreditare ancora più sospetto, timore, rancore.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    08 Febbraio 2018 - 09:09

    Come sempre la stupidità non ha il senso del ridicolo. La legge polacca che punisce chiunque affermi che i campi di sterminio sono polacchi non fa altro che ratificare a livello internazionale il palese antisemitismo della Polonia sia durante la guerra che dopo. Già stanno per essere pubblicati un certo numero di libri riguardanti l'argomento e la storia di vari sanguinosi pogrom antiebraici accaduti in Polonia.

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    • filotea62

      08 Febbraio 2018 - 15:03

      Ma i polacchi rivendicano il fatto che i campi erano tedeschi, non polacchi, che non li hanno fatti loro. Non negano che dei polacchi abbiano perseguitato gli ebrei. Almeno, così ho capito.

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  • filotea62

    08 Febbraio 2018 - 09:09

    Il problema di questi casi in cui gli stati legiferano su fatti storici è che come la giri si tratta sempre di norme discutibili sul piano della libertà e della verità. Ciò vale anche per il suo contrario, cioè per i revisionisti cui viene tappata la bocca, a meno che non proclamino evidenti menzogne, perché obbligarli a tacere, quando in nome della libertà si ammette anche la pubblica bestemmia?

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