Democratici divisi e senza idee. Trump se la gode

Tutti dicono che a novembre il talpone perderà la maggioranza in una o due delle Camere, e che Mueller non si può licenziare, pena una grave crisi costituzionale. Non ne sarei troppo sicuro

4 Febbraio 2018 alle 06:26

I servizi non passano alcune informazioni a Trump. La sfiducia totale

Donald Trump (foto LaPresse)

Deep state, che poi sarebbe la teoria del doppio stato, il solito cospirazionismo, è la formula che si porta adesso nel mondo trumpesco dell’impostura, della truffa e dell’efficacia. Gli uomini del presidente hanno piegato con un colpo di maggioranza la commissione intelligence del Congresso, istituita dopo il Watergate per sorvegliare le agenzie federali a patto di restare riservata e bipartisan, a un basso servizio personale per il titolare della Casa Bianca. Impostura efficace: infatti tre paginette elaborate dai repubblicani dicono una chiassosa e parziale verità (inutile) sui traffici democratici del giro obamiano e clintoniano per sputtanare il candidato outsider, ma ammettono che le cose inerenti la collusione tra la campagna dell’Arancione e il Rifattone che comanda a Mosca avevano radici prima che l’Fbi e il dipartimento di giustizia mettesse sotto sorveglianza uno spione Americano che collaborava con Trump, senza menzionare, nella richiesta al giudice, il lato tendenzioso, perché commissionato a una organizzazione di sottobosco da finanziatori democratici, di una delle fonti in ballo, la FusionGPS.

 

Impostura anticospirazionista. Ma ecco l’efficacia. Da sei mesi il presidente, che undici giorni prima del voto fu beneficato da un atto del capo dell’Fbi contro la Clinton, e festeggiò la cosa come un evento storico con l’acquolina in bocca della vittoria, twittava indefesso contro l’Fbi, il cui capo aveva sfrontatamente licenziato per infedeltà, e il dipartimento di giustizia, agenzie i cui vertici sono nominati da lui, per colpire indirettamente la insidiosa indagine di Robert Mueller sulle sue relazioni speciali con gli uomini del Kgb o Fsb, che fa lo stesso. Ma un memo, cioè quelle tre paginette partisan elaborate dai suoi in parlamento, ha potuto più dei tuìt. L’hanno scritto, e intorno al documento segreto da mettere nelle mani del popolo hanno costruito una sceneggiata fantastica, e imbarazzante per l’opposizione. Noi, che tutte queste vicende le abbiamo sperimentate con vent’anni di anticipo,  ricordiamo quando Berlusconi, dopo aver stravinto nel 2008, istituì subito la famosa commissione Mitrokhin con Paolo Guzzanti alla sua testa e l’altra sullo scandalo Telekom-Serbia: fu un vaudeville delizioso, come sempre quando il Cav. fa il cattivo, perché non è nella sua natura, non è la sua expertise, quella del cacciatore di fantasmi. Trump invece cattivo lo sa essere, ha preso tutto da Berlusconi salvo l’autoironia e la benevolenza, e ora per non essere infastidito dall’investigatore indipendente Mueller getta fango in faccia alle istituzioni americane che sarebbero il deep state, il doppio stato. Ben scavato, vecchio talpone arancione.

 

Tutti qui dicono che a novembre il talpone perderà la maggioranza in una o due delle Camere, e che Mueller non si può licenziare, come Trump ha già tentato di fare lo scorso luglio, pena una grave crisi costituzionale. Non ne sarei troppo sicuro, vista l’efficacia del cospirazionismo in un paese che si è sentito per otto anni prigioniero della sicurezza di sé, politicamente corretta, di un establishment cieco e sordo, che alla fine fu capace di prenderle da uno scroccone di tal fatta. Ma i dubbi nascono anche dal fatto che l’isteria delle opposizioni, i media sopra tutti, malgrado facciano un lavoro anche loro efficace di notizie e analisi, culmina nella nomenclatura democratica divisa e senza idee. Per battere Trump e tagliare corto con la sofferenza che questo incredibile bullo infligge al sistema costituzionale più antico del mondo (costituzione scritta, la Gran Bretagna è un’altra cosa) ci vogliono una coalizione larga, un programma sensato che non sia prigioniero della multiculturale diversità pol. corr., e un leader riconosciuto come forte e sicuro. Niente di tutto questo è minimamente alle viste. E nella versione della vecchia cultura liberale e antifiscale alla Reagan, combinata con i valori cari agli evangelici e ai pro-life (sarà il prossimo capitolo), il tutto gestito dal real estate broker venuto dal Queens a miracol mostrare, con le leve formidabili dell’esecutivo presidenziale, il mondo di Trump, per quanto lui sia pur sempre ultraminoritario nel voto popolare, si trova per adesso benissimo.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    05 Febbraio 2018 - 00:12

    Premettendo che la più antica e longeva Costituzione scritta del mondo, non è stata elaborata, come la nostra, con l'intento di non far comandare nessuno, con l'ossessione, allora persino comprensibile, ma ora obsoleta, dell'uomo solo al comando, il "Ben scavato, vecchio talpone arancione.", esprime tutto il dramma esistenziale, sì esistenziale, di un pensiero e di una cultura liberal ridotta ad un comitato d'affari. E fa emergere che per farseli, ha seguito, direi anzi incoraggiato, quella specie d'innaturale alterazione della ragione intesa come capacità elaborativa che mette in discussione anche se stessa, del politicamente corretto. Sembra in generale, che non ci si renda conto che il PolCor sia un Cronos che divora i suoi figli.

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  • r.carletti73@gmail.com

    r.carletti73

    04 Febbraio 2018 - 21:09

    Si Trump può essere un problema per l’America ma con un partito democratico così sgonfio il leader dei repubblicani può dormire sonni tranquilli

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  • branzanti

    04 Febbraio 2018 - 17:05

    Tutto vero quanto scrive Ferrara. Manca soltanto, ma lui da filo americano non puo' dirlo, io da ex si (nella mia irrilevanza rispetto a lui), la considerazione che le cose dette sopra dimostrano soltanto quale paese (e quale popolo) sgangherato e tremendo siano gli Usa, un pase dove nessuno che creda nella convivenza civile e nel rispetto per le persone puo' pensare di vivere.

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    • mauro

      05 Febbraio 2018 - 23:11

      Aspetti, aspetti, Branzanti, Branzanti, ex americano? Non c'incontrammo alla Columbia University una diecina d'anni fa?

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      • branzanti

        06 Febbraio 2018 - 11:11

        No gentile Mauro mi spiace.

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    • Skybolt

      05 Febbraio 2018 - 13:01

      Branzanti, lei lo rifà, e io glielo rifaccio: 1,2,3, Bum!

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      • branzanti

        05 Febbraio 2018 - 16:04

        Lei fa benissimo a rifarlo ed è ovviamente liberissimo di pensare che le mie affermazioni siano sciocchezze. Mi piacerebbe però pensare cosa pensa in merito .La ringrazio.

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