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La Francia è in allerta per la piena dei fiumi

A Parigi coinvolti i militari per l'evacuazione dei primi centri inondati. La situazione è considerata preoccupante in 23 dipartimenti francesi

24 Gennaio 2018 alle 17:42

Continua in Francia l'allarme per la piena della Senna, il cui livello continua a salire e potrebbe raggiungere sabato il picco di 6,2 metri a Parigi. Nella capitale sono stati coinvolti i militari per aiutare la popolazione a evacuare dai primi centri inondati, come Villeneuve-Saint-Georges, nella banlieue est parigina, dove tre palestre sono state allestite per ospitare gli evacuati. Il prefetto Michel Delpuech ha assicurato che tutti i servizi e gli operatori sono "mobilitati" e "vigili". Nella capitale intanto è stato chiuso il piano inferiore del dipartimento ''Arti dell'Islam'' del Louvre almeno fino a domenica, mentre il museo d'Orsay ha provveduto a mettere al sicuro alcune opere. La linea C della RER è chiusa almeno fino a venerdì, ed è stato segnalato un rallentamento della linea 7 della metropolitana parigina. "Prevediamo un livello di crescita" della Senna "analogo a quello del 2016, quando raggiunse i 6,10 metri. Tre le parole che riassumono la situazione - ha assicurato il prefetto - mobilizzazione, vigilanza e controllo".

  

  

Resta alta anche la preoccupazione per i livelli della Marna e degli altri grandi fiumi francesi. La situazione è considerata preoccupante in 23 dipartimenti, che sono segnalati in vigilanza "arancione", quella che precede solo di un grado la massima allerta, "rossa" e qualifica un “rischio di alluvione che genera significativi straripamenti che possono avere un impatto significativo sulla sicurezza di beni e persone".

 

 

In Alsazia molte strade sono impraticabili, in Normandia i livelli del fiume Epte destano preoccupazione. Il Rodano è in allerta arancione a sud di Lione, e anche in una parte della Garonna a valle di Tolosa, nel dipartimento di Lot-et-Garonne, dove la pianura tra Marmande e Tonneins è completamente allagata.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    24 Gennaio 2018 - 19:07

    Noi a Roma siamo fortunati. Abbiamo l’Acea e per non farci mancare nulla l’abbiamo anche quotata in borsa. Così non spende per i servizi e pensa agli utili. Ma il punto è che Acea essendo un colabrodo di tubi vecchi farà defluire le acque senza problemi. Tutte sotto terra e i giornalisti a piedi nudi nella melma del lago di Bracciano ad anscuarci con la siccità. Ancora pochi mesi e ci siamo.

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