L'antidoto alla Brexit
Il sindaco di Londra contro la May. Farage: forse ci vuole un altro referendum
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11 JAN 18
Ultimo aggiornamento: 08:47 PM

Se il governo britannico decide di “crash out”, di uscire dall’Unione europea senza un accordo, la città di Londra rischia di entrare in un “decennio perduto” fatto di disoccupazione e di bassa crescita. Sadiq Khan, il sindaco della capitale inglese, ha commissionato uno studio sull’impatto della Brexit e ieri sono stati pubblicati i risultati: si stimano 480 mila posti di lavoro perduti a livello nazionale (87 mila solo a Londra) entro il 2030 e 50 miliardi di sterline di investimenti persi, in caso di un’uscita brusca e non negoziata. Ma anche la cosiddetta “opzione Norvegia”, che è più soft, implica secondo lo studio 176 mila posti di lavoro persi (31 mila solo a Londra) e 20 miliardi di sterline di investimenti persi.
L’unica consolazione per la City è che potrà riprendersi dallo choc post Brexit in tempi inferiori rispetto al resto del paese – poco di cui essere contenti. Khan ha detto che il governo si deve impegnare a evitare ogni uscita brusca e a valutare con grande attenzione gli effetti della Brexit: perché non avete fatto alcuno studio?, ha chiesto il sindaco di Londra alla premier Theresa May. Mentre il leader laburista Jeremy Corbyn continua a fare dell’ambiguità sulla Brexit la sua arma (ma quanto durerà?), il laburista Khan fa vera opposizione al governo. Così come la fanno i Blair, gli Adonis, i Clegg, i moderati insomma, sono così determinati e insistenti che hanno portato all’esasperazione persino un duro come il brexiteers falchissimo Nigel Farage. Che ieri ha dichiarato, esausto: “Sto quasi pensando che sia bene organizzare un altro referendum, così la chiudiamo con ’sta storia”. O la riapriamo, forse.