La tentazione di Berlusconi su Gerusalemme

Il Cav. non crede alla battaglia contro Netanyahu e Trump, è sempre stato pro Israele ma non anti arabo-palestinese, e sa che riconoscere la nuova capitale è l’unico rilancio possibile per la pace

12 Dicembre 2017 alle 06:08

La tentazione di Berlusconi su Gerusalemme

Silvio Berlusconi e Benjamin Netanyahu (foto LaPresse)

Berlusconi ha la tentazione di dire: Gerusalemme è la capitale di Israele, ovvio, e alla fine questo è l’unico solido messaggio di pace, l’unico rilancio di una possibile politica di negoziato bilaterale dopo tanti fallimenti, a patto che si faccia strada la vecchia idea italiana e mia di un Piano Marshall per la Palestina. La tentazione lo pervade intimamente, tanto è vero che ha scelto a lungo di tacere. Ci sono ragioni di prudenza legate alla posizione dell’Unione europea, ma alla fine la responsabilità di governo che Berlusconi si sente addosso, comunque poi vada a finire, è al momento temperata dal formidabile effetto di legittimazione politica di una vecchia posizione pro Israele ma non anti arabo-palestinese che fu una costante della sua politica estera negli anni d’oro. Ora che il problema Putin è stato sistemato con un giusto e ovvio ridimensionamento delle incaute e un po’ frescone affermazioni di Jo Biden sull’interferenza kagebista nel referendum del dicembre, ora sarebbe il momento.

 

Su Donald Trump Berlusconi è sempre stato attento e cauto, spiritoso ed elusivo. Sa di essere il suo vero anticipo sulla scena mondiale, e modello, ma in una forma compatibile, plebiscito popolare usato in senso istituzionale, sia pure con una lingua pop che non è mai stata di legno. Sa di essere stato uguale e diverso dal suo successore in chief, come fenomeno televisivo e industriale che si appropria di una grande retorica riformatrice e della politica tradizionale, sconvolgendola, ma in un quadro di mitezza, di alleanze spericolate (Lega e neofasci) che riconciliano e integrano gli estremisti invece di aizzarli e blandirli da mane a sera. Su Israele c’è tuttavia una netta analogia psicologica, prepolitica, di bandiera e di iniziativa. Dunque: perché no? Perché non dire scandalosamente e à contrecoeur che la realtà di Gerusalemme capitale di Israele è un fatto e che è da lì che bisogna ripartire con negoziati e armeggi di pace?

 

E’ la domanda che nel suo intimo, e nel suo inner circle, Berlusconi oggi si rivolge. L’effetto sarebbe clamoroso, ma non da fuochi d’artificio, sarebbe un modo di affacciarsi sulla scena europea e mondiale con un punto di vista fresco, non banalmente onusiano, da parte di un leader che negli anni scorsi è sempre stato dall’altra parte, e in modo netto, rispetto alla linea culturale della delegittimazione e del boicottaggio, perfino, di Israele. E metterebbe in imbarazzo, ma senza asperità che a Berlusconi oggi non convengono, la classe dirigente governativa del Pd. Quanto a Grillo, è un pasdaran iraniano ad honorem, non fa testo, come in mille altri casi, è out. Può essere che alla fine tutto venga risistemato all’insegna della pigrizia e del tran tran. Già una volta, sulla storia della inverosimile Costituzione europea, un processo malamente guidato in Italia da Giuliano Amato e Gianfranco Fini (ohibò), il Cav. si fece fregare, nonostante buoni suggerimenti in contrario, e per fare la padrona di casa nell’anniversario dei patti di Roma fu costretto a seguire i protocolli di una cosa che non sarebbe mai avvenuta, e fu smentito dai referendum francese e olandese nel giro di pochi mesi, con un certo sensibile danno per la sua autonomia di movimento. Può essere che l’inerzia prevalga ancora, ma è certo che Berlusconi alla battaglia contro Netanyahu e Trump sulla questione di Gerusalemme non ci crede, e magari la sua generosa vecchiaia potrebbe suggerirgli uno scatto di gioventù. Chissà.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    12 Dicembre 2017 - 12:12

    C'è poco da girarci intorno: l'Italia è Americana piú di qualsiasi altro stato Europeo. Quando ce ne vergognamo ci facciamo del male, quando ce ne ricordiamo ci fanno del male. Meglio vivere in giorno da leoni che cento da conigli. Israele è il cuore pulsante, è acqua viva della nostra fede, Gerusalemme non è MAI STATA capitale di nessun altro stato, nessun popolo MAI ne ha voluto fare un fico secco. Per tutti era solo un villaggio qualsiasi. La Capitale era Damasco per tutti gli imperi che nei secoli hanno soggiogato conquistato e OCCUPATO Israele. All'improvviso tutti la vogliono? Patetico ! Bugiardo! Negare Che Gerusalemme sia niente altro Che la Capitale indivisible di Israele è un patetico bugiardissimo imbroglio, un gioco delle tre carte, un roteare la pizza per aria. Incece non è poca cosa, ma anzi l'unica cosa Vera: Gerusalemme è libera e internazionale solo se Capitale unita di Israele, paese libero e democratico, unico nel raggio di migliaia di miglia.

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  • tenen314

    12 Dicembre 2017 - 12:12

    Ma un po' di storia, no? E' dagli anni 20 del secolo scorso che i palestinesi e/o gli arabi vicini hanno tentato di eliminare gli ebrei. In senso letterale: solo per citare un esempio fra tanti, il massacro di Hebron del 1929 costrinse i britannici ad evacuare la totalità della popolazione ebraica della città, non potendone assicurare la protezione. Il Gran Muftì di Gerusalemme, guida spirituale dei palestinesi, aveva concordato con Hitler la soluzione finale del problema, cioè lo sterminio degli ebrei della regione, se le truppe tedesche fossero arrivate fin lì. Quanti articoli sui "coloni ebrei" a Hebron? Centinaia. Quanti articoli hanno rievocato il massacro degli ebrei da Hebron? Pochi, pochissimi. E allora non c'è da stupirsi se i carnefici vengono travestiti da agnelli da un senso comune schierato a prescindere contro Israele, senza che qualcuno faccia notare come questa propaganda risalga alla cinica scelta di Stalin di privilegiare i regimi arabi (ferocemente anticomunisti).

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  • matteodag

    12 Dicembre 2017 - 09:09

    luciano ferrara sta dicendo che non vuole rinunciare alla sua glorificazione di un israele che lui adora come se fosse il suo dio. senza nessuna altra carta da giocare pone le speranze a berlusconi, una specie di gemello di netanyahu. ma come può l'ingiustizia andare avanti indefinitivamente? alcuni si lamentano di anti semitismo, ma ci sono pure alcuni che veramente odiano i palestinesi e la formazione di uno stato palestinese. alcuni sono perciò semplicemente egoisti, odiando il prossimo. e se si applicassero le dottrine cristiane?

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      12 Dicembre 2017 - 12:12

      È verissimo che c'è chi odia i Palestinesi : Hamas, e Hesbollah ! E molti ricchi Arabi. I Palestinesi hanno miliardi di Euro e Dollari nominalmente intestati a loro, ma intascati da potenti bande di criminali (la Mafia al confronto è un club di nobili) che sulla loro pelle si fanno potenti e ricchi, nel frattempo insultando Dio piú spesso di quanto respirino. Ma nei cosiddetti territori occupati (qualche metro quadato) i Palestinesi sono LIBERI di farsi curare e di studiare GRATIS, nell'ospedale e nell'universita costruiti, ANCHE PER LORO, dagli Israeliani. Chi odia chi ??

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  • carlo_gualtieri

    12 Dicembre 2017 - 09:09

    Troppa fretta, dire che la strategia dei due stati è perdente. Credo che Gerusalemme capitale di uno, un solo stato, sia pur federale, disegni un nuovo sudafrica, un lungo periodo di apartheid, e poi, nel lungo periodo, la conquista della normalità. La Storia procede su sentieri di difficile lettura, può anche essere che alla fine quella sia la soluzione, ma pur comprendendo il fascino di una visione credo necessario un minimo di compatibilità con ciò che oggi urge. E urge, credo, che finalmente Europa abbia una sola voce.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      12 Dicembre 2017 - 11:11

      L'Appartheid è l'affermazione territoriale di un'ideologia di intolleranza e di denigrazione, e a Gerusalemme è stata applicata per la prima volta nella Storia, dal 1948 al 1967, con gli ebrei confinati e "appartati" dal filo spinato cisgiordano che divideva la città in due, beffa della cosiddetta internazionalizzazione strombazzata dal Palazzo di Vetro. Appartheid su mandato Onu, questo fu. Prima volta, ma soprattutto l'ULTIMA !!

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